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Toscana: lento avvio del Piano Casa

«Ad oggi 174 Comuni hanno fornito i dati di settembre relativi al piano casa varato dalla Toscana, per prima in Italia, il 22 aprile scorso, dichiarando la presentazione di 71 pratiche di ampliamento e 5 pratiche di demolizione e ricostruzione. I 114 Comuni che non hanno ancora risposto, tra cui il Comune di Firenze e numerosi comuni di medie dimensioni, sono stati sollecitati per poter tracciare un quadro completo della situazione.»

Questi i dati riassuntivi che questa mattina l’assessore all’urbanistica e territorio, Riccardo Conti, ha fornito in Consiglio regionale rispondendo ad un’interrogazione del consigliere Alessandro Antichi.
«I risultati del monitoraggio – ha valutato Conti – delineano una situazione di lento avvio in Toscana ma anche in tutta Italia (come testimoniano recenti indagini del Sole24ore), dovuta alla situazione economica nazionale, ma anche alla necessità di approfondimento da parte degli interessati e dei progettisti. Illusoria, quindi, l’impostazione del Governo per il piano casa varato come misura per il rilancio dell’economia.«
Nell’interrogazione viene scritto che i limiti inseriti nella legge “hanno ridotto notevolmente gli effetti del Piano Casa auspicati sia dal Governo, sia dalla Giunta Regionale”. «La legge toscana sull’edilizia – replica l’assessore – ha consentito ulteriori interventi rispetto alla pianificazione urbanistica dei comuni, senza mettere in discussione il nostro sistema di pianificazione, basato sul rispetto del Titolo V della Costituzione. Il territorio toscano, infatti, è pianificato spesso con norme comunali che consentono ampliamenti e interventi di sostituzione edilizia più consistenti rispetto a quelli inseriti nell’intesa tra Governo e Regioni del 31 marzo 2009. Credo inoltre – ha proseguito Conti- che sia necessario inquadrare l’attuazione della legge in una congiuntura economica, in cui sono numerosi i permessi di costruire che non vengono ritirati presso i comuni toscani perché il richiedente non versa gli oneri di urbanizzazione. La crisi, infatti, sta consumando i risparmi delle famiglie depositati in banca che non possono adesso investire nel mattone, mentre le grandi imprese aumentano i loro capitali. »
Nella risposta all’interrogazione si precisa, inoltre, che l’entrata in vigore delle leggi regionali sull’edilizia doveva essere accompagnata dal decreto legge sulla semplificazione edilizia, che il Governo si era impegnato a varare entro dieci giorni dall’Intesa del 31 marzo e che ancora non c’è, né se ne può prevedere la definizione, nonostante il forte impegno delle Regioni nel corso delle riunioni della Conferenza Unificata ad esso dedicate.
«E’ la stessa Intesa del 31 marzo che non ha avuto l’efficacia prevista – conclude l’assessore Conti – come dimostrano anche i dati di tutte le Regioni sulle pratiche presentate. Per quello che riguarda la Toscana ritengo che il rapporto di collaborazione tra Regione e Enti locali consentirà anche di intervenire per rendere la pianificazione comunale maggiormente coerente con le finalità della legge regionale, introducendo ulteriori incentivi a livello comunale che apriranno ulteriori possibilità di intervento. Contestualmente la Giunta sta approfondendo misure di collaborazione per affrontare, tramite un “patto per lo sviluppo” le esigenze delle attività produttive anche per interventi edilizi, operando con ulteriori incentivi e agevolazioni nel sistema del governo del territorio della Regione. Inoltre domani approfondiremo i temi dell’edilizia urbanistica straordinaria ed ordinaria in occasione della IV Rassegna di urbanistica regionale a Dire&Fare».

Fonte: regioni.it

admin

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