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Come comportarsi nel condominio: la Cassazione risponde

La Cassazione, dirimendo le liti tra gli inquilini dei condomini presenti in Italia (si calcolano circa 840 mila condomini, le liti che si trasformano in cause civili sono oltre 850 mila), ha dettato un manuale di sopravvivenza per tutelarsi dal vicino rissoso.

Casi frequenti sono i panni gocciolanti: in questa ipotesi, gli ‘ermellini’ hanno sancito che sussiste il “diritto di sciorinare” sulla parte comune.
Altro caso frequente èil fastidio provocato dal cane del vicino che abbaia a tutte le ore del giorno e della notte. In quest’ultima ipotesi, la Suprema Corte, in una sua pronuncia, ha stabilito che bisogna fare tutto il possibile per “prevenire le possibili cause di agitazione ed eccitazione dell’animale, soprattutto nelle ore notturne”, così come ha stabilito che la museruola ed il guinzaglio vanno sempre messi al quadrupede anche se si resta nel cortile condominiale.

I condomini hanno licenza di lasciarsi andare a frasi di sfogo del tipo: ‘li sistemo io quelli’ senza incorrere in condanne penali. Limitarsi però a frasi soft di questo tenore, perché se si riproduce il suono di qualche animale, allontanando la vicina molesta dicendole, ad esempio come è accaduto in un palazzo fiorentino, ‘coccodè, sciò sciò’ si rischia di finire con una condanna per ingiuria.
Sempre in tema di rumori, anche il suono del pianoforte può costituire fonte di una condanna per disturbo dell’attività e delle occupazioni, se non vengono moderati i decibel e se non si evita di suonare nelle ore del sonno.

admin

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