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Piano Casa: Campania, Molise e Calabria ancora inadempienti

Durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi il 6 novembre 2009, il premier, Silvio Berlusconi, ha sottolineato che “solo tre regioni hanno applicato l’indicazione del governo centrale. Il piano caso potrebbe intrudurre nell’economia da 50 a 70 miliardi di euro. Sarebbe un ben tonico per la nostra economia”.
Denaro, pertanto, che potrebbe essere messo in circolo, non solo nel campo dell’edilizia ma anche in altri settori dell’economia nazionale.

Tuttavia, secondo il giornal e la Stampa, Berlusconi è incorso in errore, in quanto solo tre regioni, Campania, Molise e Calabria, non hanno ancora varato un piano-casa.
In ogni caso, dopo il richiamo del premier Silvio Berlusconi alle Regioni affinché diano attuazione al piano casa, le Regioni rinviano al mittente l’accusa di non aver rispettato gli impegni. “E’ il governo ad essere gravemente inadempiente sul piano casa”, ha affermato il presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti, coordinatrice delle Politiche abitative per la Conferenza delle Regioni. “Al solito si cerca di mistificare realtà e verità – aggiunge Lorenzetti – perché le Regioni attendono da mesi quel decreto legge ‘urgentissimo’ che il governo si era impegnato a varare nei successivi 10 giorni la firma dell’accordo con le Regioni”. L’intesa tra Governo e Regioni sul rilancio dell’edilizia, siglata il 31 marzo scorso, prevedeva infatti l’emanazione, da parte dell’esecutivo, di un decreto legge per la semplificazione delle procedure. “A parte la confusione sul numero delle Regioni adempienti – prosegue la coordinatrice delle Politiche abitative della Conferenza delle Regioni – vorrei ricordare al presidente del Consiglio dei ministri che, per l’esattezza, la stragrande maggioranza delle Regioni italiane ha fatto il proprio dovere legiferando secondo i principi contenuti in quell’accordo ed e’ proprio il grave ritardo del Governo ad avere impedito, in assenza del decreto, alle stesse Regioni di legiferare, ampliando ulteriormente le possibilità di utilizzo di maggiori superfici ed opportunità nell’ambito del piano casa”. “Quelle norme, annunciate dal governo e mai varate, infatti – conclude la Lorenzetti – erano relative, per esempio, alla semplificazione burocratica e all’eliminazione di lacci e lacciuoli sempre di tipo burocratico in capo alle competenze dello Stato o di organi statali, come per esempio le soprintendenze”.

Fonte: regioni.it

admin

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