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Milano: incontro tra l’Associazione Riforme e Società, il presidente di Assoedilizia ed il presidente della commissione Finanze e Tesoro

Il senatore Mario Baldassarri, presidente della commissione Finanze e Tesoro, è stato relatore all’incontro organizzato a Milano dall’Associazione Riforme e Società fondata dall’europarlamentare Cristiana Muscardini e dai senatori Ombretta Colli e Giuseppe Valditara. Presenti oltre 300 esponenti della società milanese e lombarda.

Nel corso dell’incontro,cui è stato invitato, il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici ha espresso l’apprezzamento del mondo della Proprieta’ Edilizia ai senatori Baldassarri e Valditara che hanno sostenuto, nella votazione al Senato per l’approvazione della Finanziaria, la cedolare secca sugli affitti, come misura per il rilancio, non solo della locazione, ma dell’intera economia.: “Misura economica dunque quanto mai opportuna – ha ribadito Colombo Clerici – perchè in grado di dar impulso non solo ad un incremento del Pil, ma anche ad un sostanziale aumento del gettito fiscale”.
Baldassarri, ricordato che negli ultimi anni la pressione fiscale (ovviamente per chi le tasse le paga) è cresciuta dal 40,6 al 43,5%, ha tracciato un quadro sintetico ma esaustivo della finanza pubblica nazionale: 812 miliardi di euro di spesa suddivisi in migliaia di capitoli che possono raggrupparsi in 5 grandi categorie:
– Stipendi degli enti pubblici (stato-regioni ed enti locali)
– Pensioni
– Interessi sul debito pubblico (circa 35 mld)
– Acquisti (dalla cancelleria alle forniture sanitarie)
– Fondi perduti, cioè i contributi a fondo perduto, appunto, destinati alle imprese.

Orbene, ha aggiunto Baldassarri, se stipendi, pensioni e interessi non si possono toccare, c’è spazio per intervenire sugli acquisti e sui fondi perduti. Ad esempio, la sanità, che assorbe per 2/3 le risorse destinate agli acquisti, presenta enormi scarti tra i costi standard delle diverse regioni. Occorre intervenire subito per ridurre i costi eccessivi ed evitare quindi che si storicizzino e siano intoccabili al momento dell’attuazione del federalismo, tra cinque anni. Per i fondi perduti (44 mld), stop alle elargizioni a pioggia che si disperdono senza produrre sviluppo e occupazione, ma incentivi alle aziende produttive.

Operando in questi due settori si otterrebbero risparmi pari a 30-35 mld, il 2% del Pil, da destinare alla progressiva e automatica riduzione di Irpef, Irap e della fiscalità immobiliare.

In precedenza Valditara – il cui intervento è stato sottolineato da numerosi applausi – ha illustrato i motivi della costituzione di Riforme e Libertà. Il rapporto tra politica e società non può funzionare se la politica non è in grado di garantire libertà, sicurezza, prosperità a tutti i cittadini, con buona pace dell’esaltazione thatcheriana degli “animal spirits” che riportano l’uomo ai tempi della jungla, dove vince il più forte. E’ invece il “conservatorismo progressista” propugnato da Cameron che pone al centro l’ambiente, i servizi e la qualità della vita, la formula che Riforme e Libertà intende diffondere.

Questi alcuni punti del programma: finanziare l’università e la ricerca, creare franchigie fiscali per gli investitori in hi-tech e infrastrutture (tra queste il collegamento ferroviario Lugano-Milano del progetto svizzero Alp-Transit), lotta contro gli evasori e i falsi invalidi, sistemazione dei precari delle scuole, credito alle imprese e rafforzamento degli ammortizzatori sociali, integrazione degli immigrati regolari anche con la concessione ai meritevoli della cittadinanza italiana, concedere fondi alla magistratura per una giustizia più rapida. Ricordato il proprio merito nell’approvazione della legge contro gli imbrattatori, Valditara ha concluso auspicando l’elezione diretta del premier e un Parlamento più autorevole, per una politica di maggiore dignità ed un’Italia più gentile e meno volgare.

admin

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