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Riano: 120 famiglie ingannate e sgomberate dalle loro abitazioni

A Riano, comune in provincia di Roma, centoventi famiglie rischiano di essere sgombrati dalle loro abitazioni, a causa del sequestro disposto dall’autorità giudiziaria per lottizzazione abusiva.
Le abitazioni sono state regolarmente pagate, esistono le licenze rilasciate dal Comune, dei periti delle banche che hanno acceso i mutui e dei notai che hanno siglato i rogiti per l’acquisizione degli immobili, eppure, nonostante simili granzie sono state poste sotto sequestro dalla Procura di Tivoli il 10 dicembre 2008. Il caso è stato evidenziato anche da Striscia la Notizia, che, in più puntate, ha attirato l’attenzione degli Italiani sul dramma vissuto a Riano.

Anche il ricorso presentato al Tribunale del Riesame e alla Corte di Cassazione dalle oltre cento famiglie coinvolte in questo scandalo, è stato respinto e lo sgombero è ormai alle porte!
Il reato contestato dal pm Luca Ramacci è quello di lottizzazione abusiva perché quei terreni hanno destinazione agricola e non residenziale. Gli indagati sono 193: i proprietari, i costruttori e il funzionario comunale che ha concesso i permessi. Ma a pagarne le conseguenze più pesanti sono le famiglie in cui vivono anche molti bambini, anziani e malati. Intanto il sindaco Nicola Regano mette le mani avanti e lamenta il fatto che non saprebbe come e dove accogliere così tante persone.
La vicenda ha suscitato molto clamore e sdegno. I responsabili, secondo Vittorio Marinelli, responsabile per il Lazio, sono individuabili in tutte le parti coinvolte nel caso: Comune, banche e notai.
Anche il responsabile per Case ed Edilizia Privata, Maurizio Ferraioli, ha manifestato la propria solidarietà alle famiglie coinvolte in questo dramma, aggiungendo: “Se, come sembra, non ci sono difetti nella costruzione che potrebbero costituire un pericolo per l’incolumità degli occupanti – continua – invitiamo la magistratura a sospendere l’esecuzione dello sfratto. Il Comune, nella persona di un suo funzionario, ha rilasciato la concessione, perciò a lui si deve questa situazione. Come vige nelle aziende private, se un proprio dipendente commette degli abusi ne risponde l’azienda stessa. Spero quindi che il Comune si faccia carico del problema, anche dal punto di vista finanziario”
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admin

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