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Alcuni chiarimenti sulla Tares, la nuova tassa sui rifiuti

Con il 2013 è entrata in vigore la Tares, la nuova imposta sui rifiuti prevista dal decreto Salva Italia. Una tassa destinata a coprire i costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento e dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni, come la pulizia delle strade.

Il pagamento della tassa riguarda tutti i tipi di immobili e i relativi rifiuti, di tipo domestico se si tratta di abitazioni private, o di tipo industriale se si tratta di attività. Chiunque possieda, occupi o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte può ritenersi soggetto passivo, e quindi tenuto a pagare il tributo.

Sono escluse dalla tassazione le aree scoperte pertinenziali o accessorie a civili abitazioni e le aree comuni che non siano detenute o occupate in via esclusiva. Se invece i locali vengono utilizzati per periodi non superiori a sei mesi, la tassa deve essere pagata dal proprietario dell’immobile.

I Comuni possono prevedere riduzioni tariffarie, nella misura massima del 30%, nel caso di:

  • abitazioni con unico occupante;
  • abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo;
  • locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente;
  • abitazioni occupate da soggetti che risiedano o abbiano la dimora, per più di sei mesi all’anno, all’estero;
  • fabbricati rurali ad uso abitativo.

Sempre i Comuni attraverso propri regolamenti provvederanno a:

  • classificare le attività produttive secondo categorie omogenee di produzione di rifiuti;
  • disciplinare riduzioni tariffarie;
  • disciplinare eventuali riduzioni ed esenzioni;
  • individuare categorie di attività produttive di rifiuti speciali alle quali applicare percentuali di riduzione rispetto all’intera superficie su cui l’attività viene svolta;
  • stabilire i termini di presentazione della dichiarazione e di versamento del tributo.

Il tributo sarà diviso in quattro rate trimestrali, con scadenza a gennaio, aprile, luglio e ottobre ma per il 2013 la prima rata è posticipata ad aprile. E’ anche possibile provvedere al pagamento in unica soluzione entro il mese di giugno di ciascun anno.
Se non viene effettuato il versamento, o comunque risulta insufficiente, viene applicata una sanzione pari al 30%. In caso di omessa presentazione della dichiarazione, si applica la sanzione dal 100% al 200% del tributo non versato, con un minimo di 50 euro. In caso di infedele dichiarazione, si applica la sanzione dal 50 per cento al 100 per cento del tributo non versato, con un minimo di 50 euro.

admin

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