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Il futuro dell'Imu per Monti, Pd e Pdl

L’Imu, la tassa più discussa degli ultimi mesi, è al centro della campagna elettorale e delle polemiche tra Monti, Bersani e Berlusconi, i quali pensano a soluzioni contrastanti. E’ con il governo Monti che l’Imu ha visto per la prima volta la luce. L’imposta è infatti frutto del governo tecnico anche se si tratta di una proposta che nasce con il precedente governo Berlusconi in seno al federalismo fiscale. Mario Monti, abbandonata la carica di tecnico, ad oggi è l’unico a difendere l’impostazione di fondo dell’imposta, ma si dice comunque aperto a modifiche e cambiamenti.

Per il Pdl, l’Imu sulla prima casa va abolito proprio come f fatto ai tempi dell’Ici. Stando a quanto enunciato dal programma di destra, la tassa sulla prima casa resterebbe in vigore solo per le abitazioni di lusso, mentre tutti gli altri cittadini dovrebbero esserne esentati.

A mediare tra le due prese di posizione troviamo il Partito Democratico: in relazione all’Imu, Pierluigi Bersani ha già fatto sapere che la tassa non verrà cancellata (neanche per la prima casa) ma sarà sottoposta ad un totale rifacimento, così da rendere l’imposizione sugli immobili in linea con quanto chiesto dall’Unione Europea. L’intenzione sarebbe dunque quella di ridurre il carico fiscale sulle abitazioni principali con rendite più basse, attraverso l’introduzione di una soglia di esenzione fino ai 500 euro.

admin

2 commenti

  1. Ecco invece la proposta che i mass media non divulgano (proposta, secondo l’ autore, che viene boicottata perchè troppo “sconveniente” – come gli dicono i giornalisti da lui interpellati) del partito IO AMO L’ ITALIA di Magdi Cristiano Allam: http://ioamolitalia.it/blogs/verita-e-libeta/come-affrancarci-dall-imu-e-far-guadagnare-di-piu-allo-stato.html

  2. Spesso ci si dice (ci si…) di fare dei politici “tutt’erba un fascio” o di accontentarci del meno peggio. Purtroppo i vari “autocandidati” mostrano una mentalità così ristretta e nessuna capacità di seguire un minimo di giustizia sociale che non si può fare a meno di dubitare, sospettare che “ci sono o ci fanno”.
    Fin dall’inizio appariva chiaro che la linea di demarcazione, pur a fronte di problematiche più importanti, era l’infamità dell’IMU sulla sola casa, sull’unica casa di una famiglia, ebbene anche coloro che si professano progressisti si sono arroccati su stupide posizioni, becere posizioni improvvisate quanto inadatte a risolvere qualsiasi attrito fra le categorie di cittadini inquadrati, da loro, come bestiame in recinti improvvisati dalle inique categorie catastali e vecchie tecniche di misurazioni come quella del “vano catastale”. Lor signori, pur volendo fare politica, non sanno la differenza con il concetto di metro quadrato e quindi se ne fregano del fatto che i cittadini onesti con case di periferia pagheranno di più di coloro che si sono accaparrati case di pregio al centro delle città, anzi il PD propone l’esonero proprio per questi furbi amici: esonero fino a 400/500 euro. Aprite gli occhi, voi del PD, preferite perdere la dignità sociale, morale, e perseguire i deboli anche a costo di perdere le elezioni e non mi parlate di ben altro. Di ben’altristi son pieni gli inferni dei perseguitati, a fare i capò s’intende.
    Vorrei riportare lo stato d’animo di tanti altri vessati da una mentalità chiusa alla ricerca del giusto:
    1) Le rendite catastali, spesso, sono ad personam o quantomeno risentono dei vari periodi in cui sono state fatte.
    2) I valori delle rendite catastali sono a “vani” :concetto superato dalle misurazioni internazionali in metri quadrati; anzi, i fabbricati dovrebbero essere misurati in metri cubi con una riforma attuabile in poco tempo.
    3) Abitazioni gemelle, vicine che vengono valutate diversamente per le diverse divisioni interne (ecco uno dei casi che sarebbe eliminato con la misurazione in metri cubi).
    Per non parlare della vetustà, del pregio, stato di manutenzione, posizione dal centro, geografica ecc. . Questi dati avvierebbero ad una valutazione dei fabbricati vicino a quelli di mercato. Solo in questo caso si potrebbe pensare, per le prime case e non per le sole case, le uniche case (non di lusso) che rappresentano il guscio di tartaruga di una famiglia, la speranza di poter riparare i figli anche a fronte delle avversità future, di avviare un’imposta progressiva in proporzione anche al reddito reale posseduto dalla famiglia.
    Prima casa, significa anche che se ne posseggano altre, seconde , terze, che è possibile adeguarsi a diverse condizioni economiche.. Unica casa, sola casa è ben diverso: non costringiamo il gatto al muro… potrebbe ribellarsi.
    Con i migliori saluti

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