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Slitta a luglio la prima rata della Tares

La prima rata della Tares, la nuova tassa sui rifiuti e sui servizi (illuminazione pubblica, manutenzione delle strade etc.) slittaa luglio. L’aula del Senato ha approvato l’emendamento del relatore, Antonio d’Alì, al decreto legge sui rifiuti. Si sono espressi esplicitamente a favore in dichiarazione di voto i gruppi di Pd, Lega e Pdl.

Un confronto immediato tra l’appena arrivata Tares e i suoi precedessori, Tarsu e Tia, è inevitabile. Grazie in particolare ad un’elaborazione Centimetri, cerchiamo di capire le soglie di spesa medie: per un’abitazione di 114 mq si pagheranno in media 73 euro in più, con un picco rispetto alla Tarsu del 35,5% al Centro; per un negozio di 70 mq la spesa media in più sarà di 98 euro (picco al Centro con +25,9%); per un capannone di 1.200 mq si pagheranno 1.133 euro in più in media rispetto alla Tarsu, con il Centro Italia sempre al top per spesa. Il risultato è che, nella media nazionale tra i vari esempi, la Tares costerà in media 946,7 euro in più rispetto alla Tarsu.

Hanno poi destato tanto scalpore le dichiarazioni rilasciate in merito dai sindacati, i quali hanno annunciato come la Tares potrebbe finire per pesare più dell’Imu sulle tasche degli italiani: la famiglia «media» che abita nella casa «media» ha pagato 275 euro di Imu, ma ne verserà 305 di Tares (la «vecchia» Tarsu si fermava a 225 euro). Ottanta euro di spesa in più, ovvero il 37,5% in più.

admin

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