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Tari,Tares,Tarsu, Inutilizzazione dei locali: morsa per i locatori

Il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici, interviene per chiarire l’inapplicabilità della Tari ai casi di inutilizzazione dell’immobile.

Il presidente dichiara: “Assistiamo ad un progressivo irrigidimento degli obblighi fiscali del proprietario locatore, anche in materia di tassazione per il servizio rifiuti: La TARI è destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, per cui è a carico dei soggetti “utilizzatori” di beni immobili, fruitori dei servizi comunali” e aggiunge poi “Tuttavia il presupposto della TARI  è tout court il “possesso” o la “detenzione” di locali o di aree scoperte (non pertinenziali) “suscettibili” di produrre rifiuti urbani. In caso di più possessori o più detentori ciascuno risponde in solido”.

Come sottolinea ancora Colombo Clerici, rispetto alla TARSU e alla TARES, la disciplina della TARI non prevede in modo chiaro alcuna condizione di alleggerimento dell’onere tributario per la inutilizzazione dei locali nel corso dell’anno o per la mancata produzione dei rifiuti, per l’unità immobiliare non utilizzata: “Pensiamo allo sfitto incolpevole ed ai casi di insolvenza del conduttore. Peraltro, a rendere più chiaro il concetto secondo cui i proprietari potrebbero trovarsi in qualche modo chiamati a sostenere anche questo nuovo balzello, v’è il comma 436 dell’emendamento; il quale dispone espressamente che in caso di detenzione temporanea di durata non superiore a sei mesi nel corso del medesimo anno solare, la TARI è dovuta soltanto dal possessore dei locali e delle aree a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione o superficie. Dunque necessario chiarire normativamente questo aspetto del tributo”.

admin

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