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Michael Reynolds, l'architetto "dei rifiuti"

Quando si parla di Michael Reynolds si va sempre incontro a giochi di parole e doppi sensi. Lo chiamano “architetto dei rifiuti” non solo perché utilizza spesso oggetti recuperati in discarica per creare case che sono opere d’arte, ma anche perché ha ricevuto tanti rifiuti nella sua carriera. Come quando il New Mexico gli revocò i permessi di costruire perchè le sue case ecologiche toglievano lavoro alle ditte di costruzione.

E’ lui che ha inventato EARTHSHIP, altro gioco di parole. Con il suffisso “ship” in inglese si può indicare sia la “nave” che una situazione o un modo di essere. “Earthship” può voler dire allo stesso tempo “terrestrità” e “nave della terra”. In entrambi i casi il messaggio è unico: usare materiali ecologici per creare edifici che rispettino il pianeta. Siano essi bottiglie, lattine, pneumatici, lamiere, cartoni… Reynolds li trasforma in abitazioni originali, uniche e artisticamente invidiabili. E costano pochissimo, perchè si alimentano a energia pulita e in pratica annullano le bollette.

Ha lavorato in mezzo mondo, ma spesso ha ricevuto critiche e ostacoli, quasi sempre dai politici e dalle lobby locali… in particolare nel suo Paese, gli Stati Uniti. Il suo primo progetto, nel 1972, è la THUMB HOUSE (casa pollice!): un impasto di terra, plastica riciclata, alluminio e pneumatici per realizzare una costruzione che non costava niente e che faceva risparmiare a livello energetico moltissimo, nonostante fossimo ancora lontanissimi dalle politiche di energie sostenibili iniziate negli anni Novanta. Nonostante i problemi che incontra, Michael Reynolds continua a essere chiamato per realizzare queste opere, non ultima la scuola elementare “di gomma” in Uruguay (vedi qui), unica nel suo genere. E’ un profeta del futuro che ancora non viene capito dalla gente del suo tempo.

admin

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