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Morosità nel mutuo e banche che si prendono le case

Da agosto le banche italiane possono chiedere l’assegnazione dell’immobile -in caso di mancato pagamento del mutuo prolungato- senza dover ricorrere a società terze per partecipare alle aste come accadeva. Una legge che ha creato confusione e panico tra la popolazione, in un Paese come il nostro dove sono tanti i proprietari di casa e soprattutto dove la casa è considerata un bene intoccabile. Eppure il Parlamento ha tentato di cambiare le carte in tavola. Ma è davvero una legge negativa?

Che differenza c’è adesso tra “vecchi morosi” (quelli agganciati ai mutui in essere) e “nuovi morosi” (quelli che stipuleranno i mutui in futuro che includano la nuova clausola)? Di fatto una differenza di tempi ma non solo: una volta era di 7 mesi il bonus che avvantaggiava il debitore prima che la banca avesse il diritto di riprendersi la casa, ora sale a 18 mesi. Dunque è vero che la banca ha mano libera sulle abitazioni private, ma è anche vero che il privato deve smettere di pagare il mutuo per oltre un anno. Situazione questa che raramente si verifica.
I “nuovi morosi” però perdono il filtro giudiziale però avranno più garanzie sui prezzi di vendita. La banca, pur trattenendo dal prezzo di vendita quanto dovuto, deve comunque ridare indietro al consumatore le eccedenze. Inoltre, in caso di trasferimento della casa alla banca, il debito viene estinto anche se avesse un valore inferiore rispetto al debito residuo. Per chi invede è in ritardo coi pagamenti del mutuo da molto tempo, se l’immobile è venduto a un prezzo più basso del debito residuo, il debito resta.

admin

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