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Storia della baita

Magari se state leggendo questo articolo vi trovate proprio dentro una di queste casette che sanno di intimo e caldo, specialmente in giornate di gite festose come quella di oggi. Ma che storia c’è dietro la “baita”? Si trova poco in giro… “baita è il tipico rifugio di montagna”, dicono i dizionari. E allora vediamo cosa ci dice la voce “rifugio”.

I rifugi sono luoghi di sosta necessari sorti in montagna fin dai tempi più antichi. In base alle montagne cambiava il genere… dalle pelli di cervo per i rifugi dei pellerossa alle pareti di torba per le cime tedesche e così via. In Italia, sulle Alpi, le baite e i rifugi esistono fin dal medioevo e ancora oggi sono costruiti con i criteri di allora, quelli utili per mantenere il calore interno e proteggersi dalle intemperie. Tetti a spiovente per non far ammassare la neve, pareti in legno per il calore, fondamenta in pietra per la resistenza ai venti.
A volte sono tutte di pietra, con il legno solo nel rivestimento interno. In altre zone d’Europa hanno i tetti di fango e fieno. Solitamente le baite sono arredate con pochi mobili essenziali ma devono avere come caratteristiche fisse i posti letto (almeno 4) e una strada raggiungibile e praticabile. L’Italia vanta il più alto rifugio alpino d’Europa: la Capanna Regina Margherita (situata a 4.559 m sul livello del mare), a punta Gnifetti del Monte Rosa. Un tempo proprietà reale oggi viene gestita dal CAI.

admin

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