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Come rendere una casa antisismica (e risparmiare)

Invece di star lì a recriminare, a piangere i morti e a pensare che “si poteva evitare” cominciamo a muoverci per capire come, in pratica, si possono prevenire i danni da terremoto. Il recente sisma, a Ischia, era leggero sebbene la poca profondità lo abbia reso comunque pesante a livello di danni ma è anche vero che le case dell’isola -come molte case italiane- non erano adeguate a reggere una scossa, nemmeno una scossa leggera come 4.0. Come si mette in sicurezza una casa, già esistente, adeguandola a criteri antisismici?

Rendere la casa antisismica

Le case già esistenti possono essere rese antisismiche inserendo i cosiddetti isolatori sismici, ovvero degli elementi flessibili che si inseriscono tra le fondamenta e i pilastri facendo “ondeggiare” la casa sul proprio scheletro senza che questo si spezzi. Un intervento costoso per i privati e poco conveniente per i Comuni, ma che salverebbe molte vite umane. In alternativa si possono inserire -tra pilastri e travi portanti- dei placcaggi bloccanti in fibra di carbonio. Anche le case vecchie (dimore storiche) si possono rendere antisismiche innanzi tutto riparando le crepe e le piccole lesioni strutturali, poi rinforzando con calcestruzzo i punti più deboli e infine inserendo dei cordoli nel tetto, fissati alle pareti con degli speciali collanti chimici che rendono la struttura leggera e flessibile in caso di scosse. Rivolgetevi a un bravo geometra di fiducia che sicuramente avrà studiato le nuove norme entrate in vigore dopo il sisma de L’Aquila.

Agevolazioni fiscali

Il Governo ha da poco inaugurato un “bonus” per incentivare i lavori di ristrutturazione antisismica. Sulla pagina web del Ministero degli Interni (clicca qui) si trova tutta la normativa che tra le altre cose fornisce agevolazioni fiscali per chi la esegue. La detrazione fiscale si ha sulla “imposta lorda di una percentuale delle spese sostenute per lavori edilizi antisismici su abitazioni e immobili per attività produttive” purché tali spese siano  sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, con lavori autorizzati dopo il 1 gennaio 2017. Il rischio sismico viene classificato in base a tre aree (A, B e C) e per valutare ciò ci si deve rivolgere a professionisti iscritti ai relativi Ordini o Collegi professionali di appartenenza, come progettisti, collaudatori, ingegneri e geometri.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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