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Una casa con vista Manhattan

Si chiama Sky House perché sembra di toccare il cielo con un dito. Anzi, con tutte e due le mani. L’abitazione di Manhattan di un ricco uomo di spettacolo americano è diventata l’opera d’arte dell’architetto David Hoston che ha potuto operare su uno spazio vuoto alto quasi 4 piani! Dall’esterno non dareste due lire a questo palazzo molto scialbo, “industriale”, metropolitano… ma aspettate di vedere dentro come è diventato!

Bianco eterno spezzato da colori e oggetti strani

Mantenute le travi in acciaio e le aperture arcate risalenti al 1895, Hotson ha aggiunto tutti gli elementi della comodità moderna, tra l’altro necessari a un uomo che vive di media e di elettronica. L’abitazione è stata pensata come una sorta di labirinto verticale in cui ambienti e “piani” si intrecciano gli uni con gli altri. Il tocco colorato e pop degli arredi è dovuto al genio di Ghislaine Vinas, designer innamorata del made in Italy. Per salire ai piani alti si può usare la scaletta originale e un po’ storta che diventa elemento di decoro anch’essa, mentre se vi secca scendere dalla stessa via potete calarvi dai colorati “scivoli telati” laterali, rivestiti in acciaio dalla parte esterna così da riflettere la luce con il loro lucido che specchia l’ambiente. Il bianco di pareti, tetti e pavimenti si intreccia con il grigio e con il panorama delle vetrate aperte sulla città, mentre ogni tanto le porte arancioni, i mobili giallo oro e altre stranezze rompono la monotonia. Salendo su per le scale ci si trova in angoli-salotto che sembrano sospesi su Manhattan, mentre la cucina (grande ad angolo, nella foto) circonda la zona giorno principale al pianto “terra” .

Arrampicarsi ai piani alti

Per salire alle camere da letto si può usare, oltre che la scala, anche una colonna per scalatori con gli appigli e i ganci e le corde colorati. Le camere da letto sono ultramoderne, spezzate da qualche elemento classico, stonato e coloratissimo, come il lampadario stile Ottocento della camera padronale, aperta su due lati con mega vetrate. Le vetrate si aprono, a sorpresa, anche su alcuni angoli del pavimento dei piani alti sorprendendo i visitatori che di colpo si trovano con i piedi “nel vuoto” e con una sensazione di disorientamento ben studiato a tavolino. Si chiude in bellezza con le camere per gli ospiti, in cui il letto è incastrato in angolini su misura, con le finestre che si aprono di lato come se si fosse su un vagone del treno.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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