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La sfida più “mini” che ci sia

Come sapete ADORIAMO le case piccoline. E le adorano anche gli architetti e i designers di mezzo mondo, non solo perché ormai sono quasi la norma ma perché sono una sfida durissima. La creatività deve scatenarsi per forza in 20, 15 o addirittura 11 metri quadri, come il mini appartamento parigino in cui si sono cimentati gli architetti dello studio Batiik che hanno preso in carico i lavori di restauro.

Una parete protagonista

Bisogna subito dire che il piccolo appartamento non doveva essere pensato come abitazione ma come studio lavorativo, come ufficio, però mantenendo le caratteristiche accoglienti di una casa e quindi offrendo anche alcune zone relax. Data la carenza di metri a disposizione, si è deciso di valorizzare la parete più grande del monolocale. Lo spazio è stato delimitato da archi, lo specchio che amplia l’ambiente è stato montato sulla porta così da ottenere “due piccioni con una fava” per nascondere il piccolo bagno, cucinino e tavolo da pranzo a scomparsa si aprono sulla stessa parete.

Bianco ovunque e arredi colorati

Anche a terra le diverse coperture delimitano i diversi spazi, mentre tutto intorno domina il bianco totale per riflettere la luce al massimo e ovunque, sfruttando l’unica finestra. I colori sono affidati tutti ai complementi di arredo: il tavolo è blu, la cucina rosa pesca, il divanoletto è grigio e il tavolino da caffé verde chiaro. Quest’ultimo è un interessante elemento jolly: fa da tavolino da caffé, da comodino, da poggia computer… si può spostare facilmente e si adatta a tutto. Infine, dietro l’ultimo arco si trova l’armadio, o comunque la zona contenitore dove poter sistemare e conservare tutto quello che non trova spazio “fuori”. Imparando comunque l’arte del limitarsi.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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