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Case nel Mondo 4: l’iglù canadese

Adesso sono spariti quasi del tutto dalla faccia della Terra, sebbene vengano imitati ovunque ve ne siano le condizioni climatiche adatte … gli Iglù (parola esquimese che significa “rifugio, casa”) erano una felice invenzione delle popolazioni Inuit del grande deserto di ghiaccio del Canada settentrionale.  Fino agli anni Settanta del secolo appena trascorso erano l’unica abitazione riconosciuta a quelle latitudini anche perché, contrariamente a quanto sembri, era il miglior modo per proteggersi dal gelo.

Mattoni di neve gelata

Nei fumetti, l’Iglù classico è una cupola di mattoni bianchi con un piccolo tunnel davanti, come ingresso. In realtà esistono diversi tipi e forme di Iglù, perché lo standard non sta tanto in un progetto quanto in un principio per conservare il calore interno difendendosi dal freddo esterno. E che ci crediate o no, anche una casa fatta di ghiaccio consente questo! L’importante è che ogni Iglù abbia forma a cupola o comunque circolare, per far sì che la neve scivoli via e che i venti non erodano le pareti. Un colpo di genio antico come l’uomo nordico, che si costruisce con mattoni di neve pressata e lasciata gelare perché si indurisca.

E dentro fa sempre caldo!

La costruzione deve essere circolare e i mattoni vengono piazzati seguendo un “arco” formato da una corda legata al centro e spostata man mano che avanza l’edificio. Una volta terminato, in cima si forma il cupolino finale ai lati del quale vengono aperti i fori di sfogo per il fumo e gli odori. Perché una volta chiusi nell’Iglù si può fare tutto… mangiare, dormire, perfino cucinare. E non si scioglie, perché il forte contrasto tra i -50° esterni e i 17° interni rende il ghiaccio appena soffice dentro mentre lo indurisce ancora di più di fuori. Con lo stesso principio oggi funzionano gli “hotel di ghiaccio” (in Canada e in Scandinavia) che resistono anche al riscaldamento! Ma non ai raggi del sole… infatti da maggio in poi bisogna andar via e lasciarli sciogliere.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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