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Su Raiuno domenica e lunedì ‘C’era una volta la città dei matti’

Stasera e domani in prima serata, su Rai uno andrà in onda la Fiction in due puntate ‘C’era una volta la città dei matti‘. Diretta da Marco Turco, la fiction affronta la vita dello psichiatra Franco Basaglia e la rivoluzione che provocò sulla concezione dei manicomi. Oggi durante una conferenza stampa di presentazione del film, Fabrizio del Noce ha così commentato: “è facile fare fiction di evasione sull’eterno triangolo moglie-marito-amante. Noi puntiamo sul far riflettere e sul porre l’attenzione su una realtà che non ha ancora una soluzione: sono rimaste zone d’ombra sull’assistenza ai malati mentali e il pregiudizio sulle persone che hanno questa malattia ci sono ancora”. La fiction ha per protagonisti Fabrizio Gifuni, nei panni dello psichiatra Basaglia, e Vittoria Puccini, nei panni di una paziente non malata ma considerata tale perché ribelle. “Il film non è una biografia di Basaglia – ha spiegato il regista – le storie dei personaggi sono la somma delle tante storie che abbiamo letto e sentito, volevamo restituire questa realtà. Non c’è niente di più rischioso che mettere in scena la malattia mentale, si rischia la macchietta o di scimmiottare qualcosa che non si conosce. Noi abbiamo voluto a tutti i costi girare nei luoghi veri. A Gorizia non abbiamo potuto perché hanno costruito altro dove c’era il manicomio, ma è stato possibile a Imola e a Trieste. Inoltre è stata fondamentale la partecipazione sul set di tante persone che vivono questo problema e la consulenza di Peppe Dell’Acqua, il direttore del dipartimento di salute mentale di Trieste”. Il lavoro è stato prodotto da Claudia Mori, che così ha commentato: “Scelgo sempre i film in base ai miei desideri, lo scoglio più grande era proporre il progetto alla Rai, ma io non mollo molto facilmente: la mia passionalità mi ha permesso di portare avanti la mia guerriglia da produttrice”.
La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla. Il manicomio ha qui la sua ragion d’essere ” questo fu il pensiero di Franco Basaglia, e il 3 maggio 1978, nacque la legge 180, nota appunto come legge Basaglia (dal suo promotore in ambito psichiatrico, Franco Basaglia). Questa importante legge impose la chiusura dei manicomi e regolamentò il trattamento sanitario obbligatorio, istituendo i servizi di igiene mentale pubblici. Successivamente la legge confluì nella legge 833/78 del 23 dicembre 1978, che istituì il Servizio Sanitario Nazionale. La legge fu una vera e propria rivoluzione culturale e medica, basata sulle nuove (e più “umane”) concezioni psichiatriche, promosse e sperimentate in Italia da Franco Basaglia. Di fatto solo dopo il 1994, con il Progetto Obiettivo e la razionalizzazione delle strutture di assistenza psichiatrica da attivare a livello nazionale, si completò la chiusura effettiva dei manicomi in Italia.

admin

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