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I Simpson nuove vittime della crisi economica? Tagli ai doppiatori originali e rischio chiusura

Beh, se tra le vittime della crisi economica ci sono pure i Simpson, siamo davvero alla frutta! Il problema principale non è il calo degli ascolti del mitico cartone animato creato nel 1989 da Matt Groening, bensì lo stipendio dei doppiatori americani, quelli insomma che la Fox paga per dare la voce a Homer, Marge, Burt, Lisa e tutti gli altri personaggi e senza dei quali la serie non si fa: già nel 2004 si era aperto un contenzioso sui contratti e l’ emittente televisiva aveva minacciato di rivolgersi a nuovi doppiatori, ma alla fine dovette recedere.

Ma ora la questione è diversa: anche se c’è stato un calo del 20% di ascolti rispetto a cinque anni fa i Simpson sono ancora seguitissimi in patria e all’ estero, ma bisogna fare i conti con la crisi globale che ha colpito anche un colosso come la Fox Entertainement, la quale vorrebbe tagliare le paghe dei doppiatori addirittura del 45%, a fronte di un 30% che gli stessi sarebbero disposti ad accettare; inoltre il team di doppiatori americani capitanato da Dan Castellaneta (Homer e Krusty) vorrebbe anche una quota dei ricavi derivanti dal merchandising targato Simpson, cosa che ovviamente la Fox non vuole concedere.

La 23esima edizione del cartone animato è già partita negli Usa, la Fox (di proprietà di Rupert Murdoch) ha nuove puntate già realizzate e in grado di coprire parecchi mesi di messa in onda, ha una valanga di puntate vecchie sempre amatissime dal pubblico: trattativa dura stavolta per Castellaneta e colleghi…

Christian Citton

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