Home » Cinema » Land of Mine, Sotto la Sabbia – Un tuffo nelle macerie della Seconda Guerra Mondiale

Land of Mine, Sotto la Sabbia – Un tuffo nelle macerie della Seconda Guerra Mondiale

Della Seconda Guerra Mondiale si è detto tanto negli ultimi anni. Grazie alle testimonianze dei superstiti. Grazie alle immagini volute dai gerarchi emerse dagli archivi delle televisioni nazionali.

Poco o nulla invece è stato reso noto del dopo, dei momenti appena successivi alla caduta di Hitler nel 1945.

Land of Mine  di  Martin Zandvliet risponde proprio a questo interrogativo facendo luce su un capitolo sconosciuto della nostra epoca, quello legato al destino dei soldati tedeschi catturati.

Girato in sei settimane  e ambientato nel campo di Oksbøl, sulle coste occidentali della Danimarca, il film racconta la storia di quattordici giovani tra i 15 e i 18 anni reduci dal grande conflitto e chiamati a rimuovere 45000 mine antiuomo da una spiaggia.

Ad accoglierli nella landa desolata dove la vita è rappresentata da una misera casa abitata da una mamma con la sua bambina il duro e allo stesso tempo comprensivo Sergente Rasmussen, mentre a muovere i fili dal quartier generale è il Capitano Ebbe cinico e spietato, incapace di provare pietas per un nemico ormai indifeso.

Condensata in poco più di 100 minuti la trama colpisce per la sua definitiva crudezza non fosse per qualche breve momento d’evasione e per il finale di speranza.

Al di là di ciò nessuno sconto per lo spettatore, violentato dalla forza delle immagini delle esplosioni che risucchiano i corpi dei ragazzini inermi, dalla volgarità del male, da una fame di futuro che per alcuni non potrà mai essere.

Tecnicamente parlando a convincere è  l’abilità del regista di dire tutto in poco tempo e senza voli pindarici in fatto di inquadrature. Semplici oggettive.

Lontana dalle costosissime pellicole di guerra di Steven Spielberg, in stile Lettere da Iwo Jima per capirci, la produzione punta più sul racconto che sulla varietà degli ambienti, ridotti e decisamente spogli.

Nelle sale dal 24 marzo l’opera prodotta dalla Nordisk merita di essere vista per l’intensità della recitazione di attori alle prime armi, la solidità dell’intreccio, il realismo e il portato culturale.

admin

Condividi con un amico