Home » Ecologia » Giappone sospende la caccia alle balene per proteste

Giappone sospende la caccia alle balene per proteste

Sembra proprio che quest’anno l’inizio della stagione di caccia alle balene nelle acque dell’Atlantico da parte del Giappone, o come preferiscono chiamarla loro ‘caccia a fini scientifici’, sia iniziata proprio sotto una cattiva stella, nonostante l’escamotages a cui sono ricorsi astutamente per aggirare la moratoria internazionale.

Infatti, a causa delle continue incursioni di un gruppo di attivisti di Sea Shepherd, che ha reso difficile continuare a svolgere il loro prezioso studio sull’impatto delle balene sull’industria della pesca, sono stati costretti a sospendere la loro attività di caccia.

Riguardo a quello che è successo, il funzionario dell’Agenzia della pesca nipponica, Tatsuya Nakaoku, ha fatto sapere che questa interruzione probabilmente potrebbe essere permanente, visto che ha confessato di essere seriamente procurato per l’incolumità della flotta, come se ad attaccarli fossero stati spietati assassini o pirati, mentre, invece, non è così.

Purtroppo, gli unici ad essere veramente in pericolo sono le povere balene che rischiano di morire per mano di questi pescatori- scienziati, che non mostrano veramente nessuna pietà, che solo nel 2010 hanno ucciso oltre 506 di questi splendidi animali.

Non resta che sperare che tutto ciò venga fermato al più presto possibile, prima di dover dire addio per sempre alle balene, anche se, al momento, gli unici a pagare sembrano essere solo chi lotta contro questa ingiustizia, come è capitato ad un attivista neozelandese condannato al carcere con la sospensione di due anni della pena per un’azione di disturbo e l’assalto contro una delle baleniere.

admin

x

Guarda anche

Arriva il pesce palla … ma non lo mangiate!

Lo hanno avvistato nel Mediterraneo, e adesso sono guai! Finora viveva lontano da noi, negli ...

Condividi con un amico