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L’attività umana è responsabile per metà dell’innalzamento del livello del mare

Uno studio realizzato da un gruppo internazionale di ricercatori, creato dal britannico Consiglio per la Ricerca per l’Ambiente Naturale e il Consiglio per la Ricerca Australiano, ha dimostrato ancora una volta quanto l’attività umana può rappresentare una seria minaccia per l’ambiente.

Infatti, lo studio, che è stato pubblicato su Scientific Reports, ha rivelato come l’innalzamento del livello del mare è attribuibile per metà proprio all’attività umana, dal momento che a partire dalla rivoluzione industriale il livello dei mari è aumentato in modo più rapido rispetto alle sole cause naturali.

Purtroppo, anche un altro aspetto negativo emerge dallo studio, non senza creare una certa preoccupazione, visto che, secondo le previsioni realizzate, il livello dei mari potrebbe salire di 80 centimetri entro il 2100 e ben di 2,5 metri per il 2200, soprattutto perché tali dati si basano esclusivamente sui normali processi naturali e potrebbero per questo rivelarsi molto alti.

Al riguardo, spiegato Eelco Rohling, primo autore dello studio, ha sottolineato: ‘non dobbiamo confondere le nostre informazioni basilari fornite da prove geologiche con le previsione offerte da modelli matematici. I nostri dati illustrano quanto velocemente il livello dei mari può cambiare se sono all’opera semplicemente i normali processi naturali. Non abbiamo fatto speculazioni su nuovi meccanismi che influenzano il riscaldamento globale per mano umana, consideriamo semplicemente quello che ha fatto la natura nel passato e che si può ripetere ancora’.

admin

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