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L’Etna saluta l’anno con “il botto”

Sta per concludersi la 22a eruzione del 2013 dell’Etna e si conclude, come è giusto che sia, insieme all’anno vecchio e secondo tradizione: con “il botto”. Il ventiduesimo parossismo del vulcano siciliano, infatti, è durato molto più a lungo del previsto, ben due giorni pieni (e tutt’ora il tremore vulcanico rimane alto, sebbene cominci a calare di qualche punto).

Cominciato come sempre con emissioni di gas e cenere, con boati e tremori, il fenomeno si è manifestato tra il 29 dicembre mattina e la notte del 30 con spettacolari fontane di lava, con due colate di magma che sono fuoriuscite dal Nuovo Cratere SudEst (dalla base e da una frattura apertasi sul fianco nord) e si riversano ancora attualmente in Valle del Bove, verso i deserti lavici delle eruzioni precedenti. La mattinata di ieri ha visto anche emissione di ceneri sottilissime che hanno costretto la Società Aeroporti Catanese a chiudere due settori aerei su quattro, ma l’aeroporto di Fontanarossa continua ad essere funzionante e aperto.
Dunque l’Etna ha offerto un degno spettacolo di fine anno ai tanti turisti che in questi giorni hanno scelto Taormina e Catania come mete delle loro vacanze invernali. L’eruzione, al momento, non suscita preoccupazione alcuna e -secondo i vulcanologi- non è assolutamente da collegare con le scosse sismiche che hanno interessato il Meridione nei giorni scorsi.

Grazia Musumeci

admin

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