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Il Lampedusa Turtle Group resta l’unica speranza per le caretta caretta

Dopo che i tagli ai fondi hanno causato la chiusura di diversi centri di soccorso per tartarughe marine (come quelli di Comiso e Ficuzza), il Lampedusa Turtle Group, patrocinato dal WWF, è rimasto l’unico in Sicilia ad occuparsi delle caretta caretta a rischio estinzione.

Da quanto ha dichiarato la biologa marina Daniela Freggi, responsabile del centro, neanche questa sede ha i fondi per poter sopravvivere, ma per ora la sua attività, insieme a quella di altri giovani ragazzi, si fonda sul volontariato e sulla passione che li spinge a salvare le tartarughe in difficoltà.

Il centro è aperto ai turisti, per tutta l’estate, dalle 17.00 alle 20.00, in modo da poter sensibilizzare tutti ad avere un atteggiamento più rispettoso nei confronti di questi animali, facendo capire che anche un comune tappo di bottiglia gettato in mare può essere ingerito da una tartaruga e rivelarsi fatale. I visitatori possono, inoltre, lasciare donazioni a piacere, con cui verranno acquistati cibo, medicinali e nuovi strumenti.

La gran parte delle tartarughe curate nel centro arrivano proprio dalla Sicilia e, tra queste, la Freggi racconta della storia di Homerous, una tartaruga di 25 anni e da 3 mascotte del Turtle Group. Arrivata al centro, grazie ad un pescatore che l’aveva involontariamente catturata nelle sue rete, l’animale presentava una brutta ferita sul dorso, all’altezza della colonna vertebrale, che le impediva di muovere le pinne posteriori e l’omero sinistro era completamente distrutto. L’unica cosa possibile da fare è stato curare le infezioni da cui era affetta ed ora Homerous (nome derivato, appunto, dall’osso rotto) continua a crescere e a stimolare studi ortopedici da parte di veterinari.

La biologa Daniela si mostra, nonostante le difficoltà economiche, molto ottimista riguardo il futuro del centro, nel quale l’attività dei volontari non si interrompe neanche un giorno all’anno.

admin

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