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Il cemento che sta uccidendo l’Italia

L’Italia? Affonda nel cemento. Anzi, affonda PER COLPA del cemento. La follia che ha spinto i costruttori a cementificare ogni angolo tra gli anni Sessanta e i Novanta oggi non trova più rimedio ai troppi disastri ambientali che peggiorano ogni anno di più. E’ vero, il clima sta cambiando, tutti siamo impreparati… ma noi italiani più di tutti perchè abbiamo massacrato il nostro Paese.

Negli ultimi 50 anni in Italia ci si è “divorati” 90 ettari di suolo al giorno, col rischio che nei prossimi venti anni sparirà buona parte della campagna, una fetta grande come il Friuli Venezia Giulia. Il boom economico prima e le speculazioni dopo hanno portato a costruire senza regole e solo da pochi anni (dagli anni Ottanta in poi) si sono stabiliti dei limiti: per esempio non costruire palazzi troppo alti, non costruire gli edifici uno a ridosso dell’altro, lasciare un minimo di spazio aperto davanti ecc.
Purtroppo le stesse regole non sono state stabilite, o rispettate, nelle zone a rischio idrogeologico, a rischio frana, nelle zone di flora e fauna protetta. Se non fosse per i parchi e le riserve che in alcune zone hanno salvato l’ambiente si sarebbe già perso tutto. Basti solo pensare che negli anni Sessanta si ipotizzava la costruzione anche in Valle del Bove, la depressione selvaggia e desertica che raccoglie tutte le eruzioni dell’Etna! Una follia fermata in extremis!
Le zone più a rischio, che pagano oggi lo scotto per gli errori del passato, sono: la Lombardia, i litorali costieri adriatici, la Campania e molte zone della Sicilia, il corso del Po. Ma in generale nessun luogo in Italia è davvero al sicuro.
G.Musumeci

admin

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