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Salviamo gli alberi come fa lo stato del Mali

Il Mali è uno degli stati più poveri dell’Africa, forse del mondo intero. Si trova in una zona arida e infelice, dove il caldo in eccesso rende impossibile costruire anche le abitazioni, dato che fa evaporare vernici e sostanze e crea problemi di allergia nelle persone. Niente lamiera, acciaio, niente leghe particolari. Eppure non usano nemmeno il legno.

Un po’ perchè alberi ce ne sono pochi o nulla, un po’ perchè la tradizione locale vuole ancora molto diffusa la lavorazione dei mattoni di fango, le case -ma anche le scuole, le moschee, i luoghi pubblici- sono spesso costruiti così. Tranne per le strutture importanti, come alberghi, ospedali o sedi di uffici, realizzate con i costosissimi mattoni cotti, il resto del paese si regge su questa edilizia semplice e povera, nata dal fango impastato. Le casette del Mali hanno soffitti a cupola, che trattengono meglio il fresco e tengono lontano il caldo, ma aiutano anche a drenare meglio l’acqua in caso di forti piogge.

Le regole per ottenere i permessi di costruzione e quelli legati all’architettura, inoltre, sono meno severi che altrove e questo fa sì che chiunque abbia forza e capacità può tirar su la propria casa di fango. Si è notato che ogni casa costruita così fa risparmiare chilometri di foresta e si sta pensando di adattare questo metodo anche a paesi più ricchi, in modo da incoraggiare la salvaguardia delle zone verdi attualmente sfruttatissime soprattutto dagli Stati Uniti, dal Canada e dal Giappone. Imparare a costruire col fango potrebbe salvare molti alberi e con loro tutto il pianeta.

admin

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