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Un libro “non animalista” denuncia gli allevamenti intensivi

I musulmani hanno delle macellerie a parte perchè hanno un modo diverso dal nostro di uccidere gli animali. E’ un metodo che prevede una lunga serie di coccole all’animale mentre lo si dissangua, in tal modo la carne rimane tenera a lungo. Sembra atroce parlare così, perchè tanto il povero animale muore comunque … ma, nell’industria alimentare occidentale, muore dopo una vita devastante. Che è anche peggio. Ce la racconta il libro di Philip Lymbery “Farmageddon – il vero prezzo della carne economica”.

Il libro è stato scritto sotto forma di reportage con l’aiuto della giornalista Isabel Oakeshott e non parte con lo spirito animalista, ma con un tipo di osservazione realista che ha a cuore la salute del mondo e dell’uomo, più che quella degli animali. Il libro indaga il mondo degli allevamenti intensivi -di bovini, di pollame, di suini ma anche di pesce- per tutti i continenti del mondo e ci fa capire come mai sono molto dannosi. Sono dannosi per la salute degli animali (dei quali poi noi mangeremo la carne), ma anche per l’ambiente e per le nostre tasche!

Tanto per cominciare, gli allevamenti industriali intensivi tolgono enormi fette di territorio libero al pianeta; in secondo luogo, gli animali vengono imbottiti di sostanze non sempre sane; per pulirli e mantenerli si usano inquinanti che poi vengono riversati nell’ambiente; spesso gli operai che vi lavorano sono sfruttati e operano in condizioni igieniche pericolose. Per gli interessi economici di poche ditte (alcune anche molto famose!) si spendono capitali che vengono tolti ad altre opere meno dannose e certamente più importanti, per la salvaguardia della salute umana e di quella del pianeta.

admin

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