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Nel Ladakh, l’acqua arriva da una piramide di ghiaccio

Esiste una regione, in India, che soffre da tempo per colpa della siccità. Un po’ la regione, un po’ i cambiamenti climatici legati all’inquinamento, l’acqua scarseggia o sparisce per mesi interi e una intera comunità di persone sta sparendo con lei. Si svuotano i villaggi, le campagne, e l’economia già debole del posto perde tantissimo.

Ma a salvare la piana del Ladakh arriva l’ingegno di uno studioso, Sonam Wangchuk, che ha pensato bene di congelare 150.000 litri di acqua con un sistema di contenimento in argilla e di tubazioni a forma di piramide. Alto 30 metri, questo “cono gelato”, gelato nel vero senso della parola, funziona intrappolando l’acqua e lasciando che si congeli col vento degli inverni freddi locali. Una volta formato, però, viene mantenuto gelido artificialmente e si scioglierà, poi, molto lentamente, rilasciando acqua poco per volta e per tutto il tempo necessario ai contadini. Nel Ladakh le piogge arrivano quando il raccolto è stato ormai conservato, mentre scarseggiano quando ce n’è bisogno per irrorare le campagne. Grazie al “cono” di Wangchuk, che i locali chiamano “stupa” perchè ricorda un poco le stupe (cupole) dei templi buddhisti, si avrà una distribuzione dell’acqua uniforme a prezzi bassissimi. Si sta progettando di costruire una novantina di questi coni e si ipotizza che in questo modo si potranno irrigare 1500 acri di terra, riportando al verde una regione che era arida ormai da secoli.

admin

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