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Assorbenti e pannolini? Da oggi si riciclano

A pensarci fa un po’ senso… riciclare pannolini sporchi o assorbenti femminili usati e ritrovarceli magari sotto forma di altri oggetti di casa, magari una penna, una sedia, un porta-cd? C’è da rabbrividire, ma non se si pensa che il trattamento di questi oggetti particolari viene fatto secondo un criterio preciso e che -così facendo- si smaltiscono enormi quantità di rifiuti urbani che altrimenti andrebbero in discarica.

L’idea geniale è venuta a una ditta di Spresiano, in provincia di Treviso, che ha inaugurato da pochi giorni il primo impianto sperimentale di riciclo di prodotti assorbenti per la persona. Si pensa di macerare qui 1.500 tonnellate tra assorbenti, pannolini e pannoloni per anziani, ma si potrebbe arrivare anche a 8.000. Ecco come si interviene: i panni assorbenti vengono prima pressati, poi aperti, vaporizzati, sterilizzati, asciugati in autoclave, infine fatti a pezzi e suddivisi per elementi da riciclare (plastica, stoffa, ecc.)
Cosa diventeranno? Materiale assorbente per lettiere di gatti, prodotti di plastica, di viscosa, di nylon… E i vantaggi sono enormi, se si pensa soltanto che il lavoro potrà servire comunità di 800.000 persone e ridurre l’anidride carbonica nell’aria di 618 tonnellate l’anno. Inoltre, si libereranno le discariche di 1.950 metri cubi di materiale aprendo lo spazio per altri oggetti non riciclabili e dando respiro a un sistema, quello delle discariche appunto, che è ormai al collasso.

admin

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