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Nucleare: ancora strascichi di Chernobyl

Quanto durano i danni delle radiazioni nell’ambiente? Ce lo chiediamo nuovamente dal 2011, anno in cui esplose il reattore di Fukushima dopo il terribile terremoto giapponese. Ce lo chiediamo perché abbiamo quasi dimenticato il dramma di Chernobyl, avvenuto ormai 29 anni fa. E ancora esistono persone e località che ne piangono le conseguenze.

Sono 5 milioni le persone che oggi vivono in zone in cui i livelli di contaminazione continuano ad essere elevati, e a diffondersi tramite prodotti della terra, alimenti di origine animale e acqua. Chi è sopravvissuto a Chernobyl continua a lottare ancora oggi con tumori e leucemie varie, con malattie deformanti soprattutto nei bambini, con disfunzioni sessuali e mentali. E mentre la memoria corta sta portando alla costruzione di nuove centrali nucleari nella stessa area, i progetti italiani legati a Legambiente ci riferiscono di 1000 bambini ucraini che ogni anno vengono ospitati in regioni non contaminate proprio per farli “distaccare” da aria, acqua e cibi ancora carichi di veleni radioattivi. I piccoli vengono impegnati in attività didattiche, socializzano, studiano e intanto possono gustare cibo sano, bevande prive di pericoli e respirare aria buona.
Questo ci insegna che il nucleare, nonostante i tanti benefici energetici, è ancora un elemento di altissimo rischio che andrebbe gestito con molta più oculatezza di come si sia fatto finora. Fukushima dimostra che anche nei Paesi più efficienti può accadere un dramma che poi si trascina addosso alle persone per trenta o cinquanta anni.

admin

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