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La tribù che difende l’Amazzonia e il mondo

Loro difendono la loro terra, la loro casa, ma senza saperlo stanno difendendo la nostra stessa vita. La vita di tutto il pianeta. C’è da inchinarsi davanti a questa tribù brasiliana, che vive nella foresta Amazzonica, e che si chiama KA’APOR. Lo scorso 26 aprile ha perso uno dei suoi capi, Eusébio, assassinato apparentemente senza motivo.

Eppure il motivo c’era. Eusebio, insieme a tanti uomini, donne e perfino bambini, stava cercando da mesi di ostacolare il disboscamento selvaggio che sta riducendo la foresta più grande della Terra a un deserto. Devastata dalla continua richiesta di legname e dalle nuove mode che necessitano di spazi per coltivare la soia, la foresta muore mentre poche aziende si arricchiscono davanti a questo scempio. La tribù indio dei Ka’apor, senza la foresta, perderebbe tutto e non ci sta. Ha deciso di lottare fino alla morte.

E’ dal 2008 che i Ka’apor chiedono interventi contro il taglio illegale, ma lo stato si interessa solo superficialmente, poi lascia che pensino loro alla parte più dura, quella della lotta vera. Questa gente è lasciata da sola, e non potrà farcela contro multinazionali che usano anche armi e violenza per strappare loro pezzi di terra. Il dramma è che dopo aver spogliato del tutto l’Amazzonia, e aver fatto morire di fame i Ka’apor, toccherà a tutti noi morire. Senza alberi, denuncia Greenpeace -unica a sostenere nella lotta questi indios- abbiamo le ore contate. Ore… non anni.
G.Musumeci

admin

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