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Evviva i “comuni ricicloni”!

La buona notizia è che 10 milioni di persone, in Italia, hanno imparato a fare riciclo e riuso dei materiali e vivono in comuni che si impegnano nella raccolta differenziata. La cattiva notizia è che sono sempre troppo pochi, il 16% del totale. L’Italia insomma ha recepito lentamente le leggi europee in favore dell’ambiente e le sta applicando con la solita burocratica lentezza.

Legambiente, che tiene sott’occhio questi sviluppi, ogni anno stila un rapporto particolare che ha chiamato “Comuni Ricicloni”. Sembra il titolo di una fiaba per bambini invece è seria realtà sociale. La classifica dei comuni ricicloni 2015, ovvero quei paesi che puntano almeno a un 65% di raccolta differenziata vede 192 municipalità in più rispetto agli scorsi anni. Ottimo! Inoltre vede la riconferma del Nord Est come regione riciclona per eccellenza, con Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige a guidare tutti, ma una improvvisa recessione di Lombardia e Piemonte. Invece, zitto zitto, sale il Meridione con l’impegno diligente di Marche, Umbria, Campania e Puglia. Pure la Sicilia cerca di fare del suo meglio con comuni come Aci Bonaccorsi e Zafferana Etnea (Catania) che sfiorano l’80% della raccolta differenziata. Un obiettivo importante, questo del riciclo e riuso dei materiali, perché come dice il presidente di Legambiente, Cogliati Dezza: “Questo settore della green economy vale già oggi 150.000 occupati, ma possono crescere ancora”. Insomma, far bene all’ambiente significa salute e risparmio ma anche posti di lavoro.
Grazia Musumeci

admin

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