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Greenpeace ci fa scoprire il dramma del Mediterraneo

“Cosa vi aspettate di vedere tra le onde?”, una domanda semplice e genuina alla quale tutti risponderemmo più o meno allo stesso modo: pesciolini, alghe, qualche medusa, forse uno squalo. Invece la risposta esatta è: plastica! Ce lo rivela Greenpeace in un video che sta scuotendo molte coscienze, perché girato proprio sul nostro Mediterraneo.

Questo bacino di mare, ormai teatro di drammi quotidiani, sta lentamente morendo per tutta una serie di fattori: il surriscaldamento che lo fa evaporare, l’inquinamento industriale che lo rende velenoso, i rifiuti che gettiamo e che lo stanno trasformando in un mare di plastica. Sono le buste di plastica, infatti, l’oggetto più frequente da trovare tra le onde e oltre a fare un danno incredibile alla fauna (tanti gli animali che vi rimangono imprigionati, e muoiono soffocati) danneggiano anche l’intero ecosistema. Ci vogliono decenni, addirittura secoli, prima che una busta di plastica possa smaltirsi. E nel frattempo?

Nel frattempo continua a galleggiare, a disperdere molecole velenose nell’acqua e a uccidere. E noi ne subiamo le conseguenze ogni giorno, anche se non ce ne accorgiamo. La visione del video ha provocato reazioni molto ferme e decise da parte di molti utenti del web, c’è chi chiede la pena di morte per chi sporca i mari, c’è chi spara a zero contro il genere umano. Ma sarebbe molto più produttivo e semplice educare i figli a non gettare in mare nulla, sarebbe più rapido ed efficace ricordare a chi amministra le nostre città costiere dell’importanza dei depuratori e dei cassonetti di raccolta. Greenpeace ci mette i propri mezzi, elaborati e convincenti, ma ognuno di noi deve fare la propria parte nel proprio piccolo.

admin

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