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Riparte il nucleare in Giappone, col ricordo di Fukushima ancora vivo

Preceduto da gigantesche polemiche e da manifestazioni di protesta un po’ in tutto il Paese, a soli quattro anni dal disastro nucleare di Fukushima il Giappone decide di riaprire le centrali. Precisamente alle 3.30 ora europea la città di Sendai ha riattivato il reattore nucleare numero 1 della propria centrale facendo di fatto ripartire la prima e migliore fonte di energia del Paese, sebbene non la più sicura.

Nonostante il Giappone sia uno dei Paesi meglio organizzati e più attenti alla sicurezza, il terremoto e maremoto dell’11 marzo 2011 ha dimostrato al mondo che il pericolo del nucleare in una località ad alto rischio sismico non è mai calcolato abbastanza. Fukushima è stata, in tono minore, una nuova Hiroshima e ripartire dopo appena 4 anni con il lutto ancora fresco e le radiazioni ancora in aria e nell’acqua del Pacifico sembra una mossa più che azzardata.

Ma il Governo ha dato il via libera e non solo, a ottobre riattiverà anche il secondo reattore e man mano anche gli altri tre. Il fatto che questa centrale si trovi a due passi da un vulcano attivo è un dettaglio non di poco conto, ed è contro questo che protestano le migliaia di persone che accusano il Governo di accontentare le “lobby del nucleare” contro gli interessi della popolazione. Per anni il Giappone aveva provato a generare energia con alternative al nucleare e il precedente Governo si stava impegnando su questo fronte. Ora con il premier Shinzo Abe, invece, pare sia tornata la preferenza per l’energia pericolosa che già troppi morti ha causato al Paese.

admin

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