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Inquinamento in montagna: colpa delle tute

Inquinamento? Si trova anche in montagna, anche ad alte quote. Lo rivela Greenpeace lanciando un allarme a livello mondiale perché ancora una volta la colpa è dell’uomo e dell’esagerazione che mette in tutto quel che produce. Le sostanze chimiche pericolose riscontrate in cima a diversi massicci (come i Monti Sibillini) sono tra l’altro persistenti, ovvero non si smaltiscono facilmente.

Ed ecco la sorpresa: sono dovute alle tante sostanze chimiche che si usano per produrre l’abbigliamento da alta montagna, come le tute, i giubbotti, gli zaini e gli isolanti per sci e scarponi. Il rapporto di Greenpeace si chiama “Impronte nella neve” e ci rivela la enorme diffusione di composti come il PFC, tipico delle lavorazioni industriali e che oltre a contaminare per lunghissimi anni la natura ha effetti nocivi anche per la salute dell’uomo.

Nel corso di questa estate, tra maggio e luglio, gli attivisti di Greenpeace hanno lavorato su numerose spedizioni in tre continenti rilevando le stesse “tracce” ovunque. Sono fortemente inquinati, i Monti Sibillini (tra Umbria e Marche), i Tatra della Slovacchia, le Alpi italiane e svizzere ma anche le montagne di Cina e Turchia. Un allarme mondiale che condanna, stavolta, proprio chi dice di amare davvero la montagna, ma che la inquina con il proprio abbigliamento. Argomento scottante, questo, perché per eliminare le sostanze tossiche si dovrebbe tornare a un abbigliamento naturale fatto di pellicce vere… e allora che diranno gli animalisti?

admin

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