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Fukushima: in mare acqua radioattiva “depurata”

Fukushima, terzo atto. Dopo la tragedia del terremoto e maremoto che hanno distrutto uno dei reattori della grande centrale nucleare, avvelenando chiunque si fosse avvicinato a quel sito e tutta la zona intorno (fino a 50 km di distanza), dopo l’annuncio della ripresa dell’attività nucleare, la Tepco, che gestisce l’impianto, ha annunciato di aver iniziato lo sversamento in mare dell’acqua di falda radioattiva.

Agli immediati allarmismi che sono subito scattati, l’azienda risponde con dati alla mano che dimostrerebbero che questa acqua radioattiva è stata comunque filtrata, quindi depurata da ogni elemento tossico e fondamentalmente innocua. Si tratta dell’acqua rimasta immagazzinata dentro la centrale dall’11 marzo del 2011 e che non potendo essere riutilizzata va eliminata. Ma naturalmente non si può riversare nell’oceano una sostanza pericolosa e dunque la pulizia dell’acqua era obbligatoria.

La Tepco ha illustrato i metodi di pulizia dell’acqua attraverso la nuova tecnica dello Advanced Liquid Processing che rimuove le sostanze radioattive ma non del tutto, infatti possono rimanere tracce di Tritio nelle vicinanze. E nonostante le proteste dei pescatori, che temono di vedere il loro lavoro distrutto per sempre, l’attività elettrica del Paese riprende e riprende basandosi di nuovo sul nucleare. Il mese prossimo saranno riattivate anche le ultime centrali spente.

admin

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