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Gli Arabi già vivono ecologico (mentre noi ancora combattiamo per il petrolio)

La lungimiranza negli affari è una delle maggiori qualità degli arabi, grandi mercanti da sempre. E solo così, infatti, hanno potuto gestire con così tanti pretendenti le proprie ricchezze petrolifere. Continuano a farlo, gli Emirati Arabi Uniti, ma mentre lo fanno sanno benissimo che il petrolio non è eterno e che bisogna immaginare anche un “dopo”. Ecco perchè, nonostante la loro economia si basi ancora su petrolio e gas, gli Emirati investono sempre più denaro nelle energie rinnovabili del futuro.

E non lo fanno soltanto chiamando i migliori architetti e ingegneri ambientali del mondo ma lanciando loro stessi dei progetti per il loro territorio, come per esempio “Masdar”. Secondo questa idea, entro il 2020 la dipendenza da gas e petrolio si dovrebbe ridurre dal 90% al 70% e questo avverrà tramite la diffusione di impianti solari e tecnologie per la conservazione e il riciclo dell’energia sul territorio. Una delle idee che sta per essere messa in pratica in “Masdar” è un cemento fatto con una lega particolare che permette di convogliare il calore in depositi di energia termica. Si parla anche di 400°!
Come se non bastasse, gli Emirati hanno già cominciato a esportare idee e meccanismi per mettere in atto le energie rinnovabili e i loro progetti eolici si stanno diffondendo in Inghilterra e Spagna. I soldi investiti in opere di riqualificazione energetica e rinnovabili sono 600 milioni per una delle più grandi centrali solari del mondo, 840 milioni per progetti simili in tutto il pianeta. In futuro si prevedono spese sui 35 miliardi di dollari per il nucleare e il fotovoltaico, con guadagni inimmaginabili. E così mentre l’Occidente cerca ancora scuse per fare guerre del petrolio e accaparrarsi gli ultimi pozzi rimasti (dovrebbe esaurirsi tutto entro il 2050) i paesi arabi ci danno un’alta lezione di imprenditoria e stanno già navigando verso il futuro.
G.Musumeci

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