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Sciame sismico nel ragusano

Dal 6 febbraio non c’è un attimo di quiete, nella terra di Montalbano. Trema infatti il sottosuolo della provincia di Ragusa e lo fa da giorni, ormai. Si è cominciato con delle piccole scosse al largo della costa orientale, per poi proseguire con movimenti sempre più decisi nei giorni seguenti. Il periodo tra il 7 e l’8 febbraio è stato quello più intenso, con oltre 10 scosse sismiche, la più forte delle quali nel pomeriggio di lunedì 8, alle 16:30 circa.

L’intensità del sisma (4.7 richter) non era altissima, ma la frattura è corsa a un livello molto superficiale (meno di 5 km di profondità) per cui l’oscillazione è stata avvertita distintamente in tutta la Sicilia orientale. Segnalazioni allarmate sono giunte all’INGV e ai Vigili del Fuoco da Messina, Giarre, Acireale, Catania, moltissime dal siracusano e ovviamente da Ragusa e Modica. Per l’occasione gli attenti geologi dell’INGV di Catania non hanno mancato di ricordarci un po’ di storia: “la Sicilia è caratterizzata da una notevole attività sismica che interessa principalmente la zona costiera orientale, compresa tra lo Stretto di Messina e il Ragusano; la zona settentrionale, lungo la dorsale dei Peloritani-Nebrodi-Madonie-Monti di Palermo; la zona del Belice, nella parte occidentale dell’isola e le zone a vulcanismo attivo, come quelle dell’Etna e delle Isole Eolie. ” e ricordano i terremoti davvero disastrosi, che non c’entrano nulla con le scosse di oggi ma non si può escludere che possano interessare lo stesso territorio un domani. Infatti “il settore sud-orientale, tra Catanese e area iblea, è – insieme all’area dello stretto di Messina – quello dove storicamente si sono verificati i terremoti più significativi dell’intera regione. Qui sono avvenuti – per citare gli eventi più forti e distruttivi – il terremoto del 4 febbraio 1169 (Mw 6.4), quello del 10 dicembre 1542 (Mw 6.8) e quello dell’11 gennaio 1693.”
FOTO E ARTICOLO G.MUSUMECI

admin

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