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La Svizzera ha capito come “spremere” acqua dall’aria

Il progetto è svizzero ma potrebbe fare la fortuna di mezza Africa. E in futuro, chissà, potrebbe salvare l’intero pianeta. L’acqua è una risorsa che si sta estinguendo e presto potremmo ritrovarci tutti a volercene accaparrare un bicchiere, disperatamente. Occorre pensare ORA ai metodi migliori per ricavarla. Per esempio, nel modo più naturale possibile: dall’aria.

Il progetto AWA (Air to Water) è stato presentato al padiglione della Svizzera durante i mesi di Expo 2015 e con esso sono stati illustrati i metodi messi a punto dagli scienziati elvetici: niente di spaziale, anzi… tutto molto normale. Bastava solo pensarci. Funziona con la banalissima condensa, come quella che si trova sui vetri delle auto la mattina presto. Grazie all’umidità presente nell’atmosfera, il sistema AWA è in grado di produrre dai 2.500 ai 10.000 litri di acqua al giorno, senza alcun impatto ambientale o inquinamento.

Unica condizione: l’aria da usare per ricavare quest’acqua deve provenire da regioni vicine a fonti idriche (fiumi, laghi, mare, torrenti). Una volta individuata la zona, con 30 gradi di temperatura, 70% di umidità e 21,9 grammi di acqua in un metro quadro di aria, il sistema svizzero può ricavare un buon 60% di acqua. Poi si può provvedere in laboratorio ad aggiungere sali minerali o altre proprietà per “completare” il prodotto. L’acqua così ottenuta potrà permettere la coltivazione agricola e la creazione di risorse idriche anche nelle zone aride, desertiche, rocciose o lontane dalle sorgenti. Potrebbe risolvere il problema della fame e della sete in mezzo mondo e salvare dalla distruzione l’altro mezzo.

admin

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