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Lana di pecora come barriera anti inquinamento

Parafrasando il severissimo sergente Foley del film “Ufficiale Gentiluomo” si potrebbe urlare al mondo che “due sole cose vengono dalla Sardegna: il mare e le pecore!!”. E i sardi lo sanno, infatti proprio dall’unione di queste due cose, e dell’amore per queste due cose, è nata un’idea che potrebbe rivelarsi vincente nella lotta all’inquinamento: una barriera anti petrolio.

Una barriera fatta con imballaggi di lana di pecora che vengono sistemati a ridosso delle coste e che, in caso di sversamento di liquidi inquinanti, trattengono la parte densa e sporca filtrando l’acqua pulita. Il progetto nasce proprio all’Università di Cagliari con il nome di GEOLANA e si presenta come un depuratore naturale che non nuoce al mare e non provoca impatto ambientale se lo si deve usare contro l’inquinamento. Grazie ad alcune speciali micro-celle, la barriera di lana sarebbe in grado di assorbire le particelle di idrocarburi. Ma cosa sono queste micro-celle?

Si tratta di microrganismi tipici della lana che davanti a sostanze pesanti come gli idrocarburi e i composti azotati sanno la capacità di nutrirsene, frantumandoli e assimilandoli, togliendoli quindi dall’acqua. Essendo la lana un prodotto naturale, la sua presenza in mare non disturba l’ecosistema e non inquina a sua volta. La barriera, che è già stata realizzata, verrà usata inizialmente per proteggere i piccoli porti turistici, ma lo scopo è quello di estenderne l’uso anche in grandi distanze per proteggere tutte le nostre coste più belle. Un chilo di GEOLANA può assorbire fino a 14 chili di petrolio e si può utilizzare più volte.

admin

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