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Le “bottiglie di alga” islandesi

Abbasso la plastica che vaga corrodendosi nei nostri mari. Il futuro, sempre più proiettato verso l’ecologia, promette bene grazie a molti Paesi che si stanno industriando per trovare alternative interessanti. Prendiamo l’Islanda, per esempio… isola felice di vulcani e foreste, ghiacci e tempeste. E tanto mare.

Dall’Islanda arriva l’idea di produrre bottigliette d’acqua con un derivato delle locali alghe rosse. La ricerca, portata avanti dall’islandese Ari Jónsson e presentata al Festival del design 2016 di Reykjavik, parte dal materiale più biodegradabile del mondo … quello marino, appunto, e dallo sfruttamento dell’agar-agar, un polisaccaride presente nelle alghe di questa specie. Da questo si ricava una gelatina tutta naturale che, lavorata nel modo giusto, somiglia alla plastica e si adatta perfettamente a molti usi.

Le bottigliette di plastica sono solo uno degli esempi. Può assumere diverse forme e contenere più sostanze, la particolarità è che si usa una volta sola, infatti una volta svuotato comincia a decomporsi automaticamente. “Sentivo il bisogno di trovare una soluzione allo spreco della plastica che inquina i nostri mari” ha detto Jònsson. E per essere un artista, più che uno scienziato, ha saputo studiare nel modo giusto e trovare un preparato nuovo, assolutamente non inquinante eppure utile e pratico. Polvere alla polvere, si dice nei Testi Sacri … in questo caso, con le bottiglie di alga, acqua all’acqua.

admin

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