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Oltre cento scosse sismiche in tre giorni, in Giappone

Non c’è stato il tanto temuto maremoto, questa volta il Giappone è stato risparmiato. Ma non sono state risparmiate 29 vite umane (bilancio provvisorio) che sono finite sotto le macerie dell’ennesimo fortissimo terremoto che ha colpito il Paese. Giovedì la prima scossa, ieri la seconda più forte, nel mezzo tante “piccole” ondate di assestamento.

E’ strano parlare di “piccoli terremoti” sapendo che sono tutti sopra il 5° grado Richter, ma in un Paese organizzato e moderno come il Giappone queste forti scosse vengono rette bene da tutte le strutture, come strade e palazzi (video qui ), e anche il fatto che due scosse sopra il 7° grado provochino “solo” 29 morti quando in Italia morirono 300 persone con un 5° grado Richter all’Aquila è tutto dire. Giovedì la terra ha tremato fino a 7 Richter e già sembrava il finimondo. Due giorni più tardi, 7.3 Richter ha completato la distruzione.

L’epicentro non è stato in mare e forse solo per questo si è evitato il bis del dramma del 2011. Colpita stavolta la regione di Kyushu, con i danni maggiori nella città di Mashiki, ai piedi del vulcano attivo Monte Aso. Colpite dalle scosse di assestamento (6.4) anche la città di Kumamoto e le zone limitrofe. Attivati immediatamente 1.000 agenti di polizia e oltre 19 uffici distrettuali per le emergenze. Non sono mai mancati agli sfollati cibo e coperte, così come non è mai mancata l’assistenza medica. La TV giapponese segue gli eventi ora per ora, con collegamenti e aggiornamenti continui. Intanto le ripercussioni si fanno sentire anche fuori dal Giappone. Ieri ha tremato, forse di riflesso, anche l’Indonesia (5.5 Richter).

admin

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