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Disastro ambientale in Sicilia: il fuoco divora foreste secolari

Messina brucia da tre giorni (quattro ormai, essendo ripartiti i focolai ieri sera) e nessuno in Italia sembra saperlo. E’ andata in fumo una quantità indescrivibile di alberi secolari e nessuno riporta la notizia. Oltre al grave pericolo per le persone, con gli incendi a pochi passi dalla periferia della città, il danno ambientale esiste ed è totale. Impossibile recuperare pinete antiche anche centinaia di anni e ancor più difficile recuperare i soldi perduti per le colture e i campi andati in cenere, per non parlare delle migliaia di animali -selvatici e di allevamento- morti in questo scempio.

Da Messina a Siracusa a Palermo, brucia una regione

In una regione già scarsa di boschi e di alberi, gli incendi che stanno scoppiando ovunque completano una distruzione che rischia di trasformare la Sicilia in un deserto. Di fatto, al di là della situazione grave di Messina, sta bruciando tutta l’isola e da Noto a Catania si respira aria che puzza di fumo ininterrottamente. Brucia la periferia di Enna, bruciano le campagne di Ragusa, di Siracusa, e ancora una volta la Riserva dello Zingaro vicino San Vito Lo Capo, mentre è già andata perduta la bellissima vallata di Cavagrande del Cassibile. Anche se domani un temporale dovesse spegnere tutti insieme i focolai di incendio, il territorio è devastato per sempre. Alberi tanto antichi come le pinete messinesi non crescono in pochi giorni. Colture come gli uliveti e i vigneti bruciati in provincia di Siracusa non ricrescono in pochi mesi.

Il disastro ambientale peggiore di sempre

Incendi causati dalla mano dell’uomo, consapevole (piromani incalliti) e inconsapevole (chi butta le cicche in autostrada), ma anche dall’autocombustione alimentata dal vento caldo di Scirocco contro i quali la Regione Sicilia si trova a combattere sola e con pochi mezzi. Mancano infatti Canadair e personale tra i Vigili del Fuoco, una situazione  insostenibile con il caldo estivo appena cominciato che durerà probabilmente fino a ottobre. COLDIRETTI denuncia un gravissimo stato di calamità ambientale:  “Quello che sta succedendo in Sicilia è il disastro più grave degli ultimi anni, un vero e proprio olocausto della biodiversità” e se è quasi impossibile catturare i criminali piromani sul fatto, bisogna quantomeno prevenire la loro azione con interventi mirati sul territorio che partano almeno in aprile, ogni anno:  “Paghiamo lo scotto della mancanza di una politica di prevenzione che deve essere fatta d’inverno e non quando la tragedia è in corso”, dicono in tanti. E oggi un’altra giornata di Scirocco, con temperature di 36°.

(foto dal web: Giusy Silvestro)

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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