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Un appello per salvare le chiocciole italiane

Le chiocciole, lumache caratterizzate dall’artistico guscio arricciato esterno, sono molto più che simpatiche decorazioni della natura! Sono piccoli esseri viventi che da sole fanno funzionare interi ecosistemi, non solo perché sono preda (e cibo) di molti animali ma anche perché con la loro presenza su determinate piante e terreni garantiscono la salute di coltivazioni di ogni tipo. Sembra assurdo, ma grazie alle minuscole chiocciole sopravvivono campagne e fattorie… e anche una certa cucina raffinata e le industrie cosmetiche (mai sentito parlare della “bava di lumaca”?)

Bisogna salvarne 75 specie

In Italia vantiamo  oltre 600 tipi di lumache e chiocciole  ma di queste almeno 75 sono a grave rischio estinzione. Diverse associazioni ambientaliste si sono riunite per cercare di salvarle, creando il progetto “Salviamo le chiocciole d’Italia”, che nel corso di tre anni dovrebbe sostenere lo studio e l’aiuto alla conservazione di queste specie. Il progetto è sostenuto dall’associazione Friend of the Earth e dal museo di Storia naturale “La Specola” dell’Università di Firenze che lo dirige. Per salvare le nostre chioccioline bisogna diminuire l’espansione incondizionata di attività umane, oppure farlo nel rispetto del loro habitat. Impossibile intervenire sui cambiamenti climatici, ma possiamo ancora farlo sull’azione dell’uomo che a volte con pesticidi, colture che cambiano e attività agricole eccessive invadono e distruggono equilibri importanti.  Uno degli obiettivi di questo progetto è quello di creare una “banca biologica” avviando allevamenti di chiocciole al di fuori dei loro habitat, ma in condizioni simili, così da permettere loro di vivere e di riadattarsi altrove. Ma, nonostante le buone intenzioni, anche questa “forzatura” potrebbe essere un errore. Inserire a forza le chiocciole in altri ambienti potrebbe cambiare quegli altri equilibri. E’ davvero giusto procedere così? Secondo i ricercatori sì, per lo meno per capire meglio il mondo delle lumache e aiutarle, un domani, anche nei loro siti standard. E’ la prima volta in Europa, e forse al mondo, che viene varato un progetto simile per questi piccoli animali. Attendiamo i risultati. 

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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