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Etna: segnali di risveglio

Ha cominciato ieri, in tarda serata, e non ha più smesso. Ogni tanto … a cadenze incerte, ogni dieci o venti o trenta minuti… si solleva uno sbuffo di cenere nera, mentre aumenta la degassazione da crateri e fratture dei crateri sommitali. L’Etna si sta “stiracchiando”. Dopo 8 mesi di silenzio e calma piatta, il vulcano attivo più alto d’Europa torna a far parlare di sé.

Un’eruzione in arrivo?

I vulcanologi da tempo si aspettavano novità. Gli sciami sismici che negli ultimi tre mesi hanno interessato il settore meridionale del vulcano, il rigonfiamento del perimetro della montagna, lasciavano capire che il magma stava cercando una via per uscire allo scoperto. Si tratta di capire se e quando ciò avverrà, e anche dove. Perché il rischio di eruzioni laterali è sempre vivo, e l’Etna non è nuovo a queste “sorpresine”. Il ritorno dei “segnali di fumo” dalla cima fa ben sperare che comunque l’eruzione, se avverrà, sarà centrale e dalla cima e dunque i paesi pedemontani possono dormire sonni tranquilli. Ma come sanno bene all’INGV di Catania, con questa “signora” focosa c’è poco da scherzare. Decide lei come e quando dare spettacolo e quando lo fa non lascia mai delusi. Ogni tanto può diventare pericolosa, ma in generale rispetta i suoi abitanti. La situazione è in lenta evoluzione e potremmo avere novità nelle prossime due settimane, così come l’Etna potrebbe tornare a dormire e lasciarci in attesa magari fino a Capodanno. L’ultima eruzione risale all’aprile di quest’anno, con tempi ormai lunghissimi tra un evento e l’altro. Un cambiamento strano per un vulcano che negli ultimi cinque anni ha eruttato anche al ritmo di una volta ogni due mesi…  (foto Grazia Musumeci)

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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