Home » Ecologia » Un Natale ecologico? Ecco come

Un Natale ecologico? Ecco come

The weekend after Thanksgiving is the prime time to shop for a Christmas tree. (Thinkstock)

Marcia indietro delle associazioni ambientaliste europee … non è vero che l’albero di Natale di plastica aiuta l’ambiente, facendo risparmiare alberi veri, ma tutto l’opposto. Il materiale di cui sono fatti questi alberelli, una volta dismessi, diventa un pericolo per l’ambiente e perché vengano smaltiti o riciclati occorre un lavoro complesso. D’altra parte con le nuove politiche ambientaliste, l’abete “vero” non è più maltrattato per le Feste.

Fidatevi degli alberi veri

Di solito quelli che noi chiamiamo “alberi di Natale” sono in realtà o cime di abeti molto alti che vengono semplicemente potate senza uccidere l’albero, oppure alberelli coltivati in quantità industriale per le aziende di giardinaggio che, in questo periodo, vengono distribuiti anche come alberi di Natale. Nel caso delle cime potate abbiamo sia la certezza che nessun albero è morto sia la sicurezza che possiamo smaltirle nei rifiuti da giardinaggio, che vengono reimpiegati comunque in agricoltura. Nel caso di abeti piccoli da coltivazione industriale, invece, possiamo piantarli in un vaso o in giardino e usarli come albero di Natale per sempre, man mano che crescono. Molte città -Roma, Milano,Londra e Bruxelles- stanno optando per la scelta degli alberi veri anche per il decoro urbano, ripiantando nei propri parchi gli abeti usati per Natale.

Anche il pranzo è eco friendly

Ma il Natale può essere “ecologico” anche a tavola… basta soltanto comprare prodotti alimentari a chilometro zero, abbattendo costi economici (e di inquinamento) dei trasporti e soprattutto evitando di portare avanti prodotti che utilizzano pesticidi, fertilizzanti chimici eccetera. Per avere idee su un pranzo di Natale “eco friendly” basta consultare i siti di Legambiente, del WWF e della UE per mettere al bando fegato d’oca, datteri di mare, anguille (in via d’estinzione) e altri alimenti ricavati con la sofferenza o la scomparsa di bestiole dal pianeta.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
x

Guarda anche

Il buco nell’Ozono si sta richiudendo

Il primo “avvistamento” del buco nell’Ozonosfera risale agli anni Cinquanta del secolo scorso. Inizialmente non ...

Condividi con un amico