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Forte terremoto in Indonesia

Si muovono ancora le faglie, in Indonesia. Quelle stesse faglie che nel 2004, proprio di questi tempi, causarono uno dei primi maremoti mediatici del secolo, il primo ripreso totalmente da telecamere, cellulari e macchine fotografiche. Le stesse faglie che in queste settimane, forse disturbate dall’eruzione del vulcano Agung, o forse viceversa, hanno trovato sfogo in un nuovo sciame sismico, di cui la scossa più potente è stata ieri sera, a Giava, 6.5 Richter.

Indonesia, arcipelago di terremoti

Si segnalano subito decine e decine di crolli, tra cui anche uno dei più affollati ospedali della regione di Tasikmalaya per cui il conto delle vittime è destinato a salire, anche man mano che i soccorsi raggiungeranno i tanti villaggi dispersi della zona. La gente si è subito riversata in strada, creando code e traffico molto pericolosi in situazioni di emergenza come questa. Perché dopo una scossa così forte la terra tremerà ancora, ci saranno sismi di assestamento e il panico ritarda l’arrivo dei soccorsi. Preoccupa soprattutto l’assenza totale di notizie dalla città di Cipatujah, forse (si teme) cancellata completamente dal terremoto. Purtroppo l’Indonesia, per il solo fatto di esistere, è un pericolo per la propria popolazione. Queste isole, quasi tutte vulcaniche, infatti sono parte di quell’ “anello di fuoco” che divide in due il pianeta e che esprime l’emersione di terre spinte dal sottosuolo. L’arcipelago esiste perché esistono i terremoti, e dunque è normale convivere con queste manifestazioni della natura. Il sisma di ieri notte è avvenuto a una profondità di 90 km, più o meno la stessa profondità del terremoto che 13 anni fa causò lo tsunami, soltanto che stavolta è successo sulla terraferma e non al largo delle coste.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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