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Disastro ambientale nel mar Cinese: affonda mega petroliera

E’ esplosa di colpo, stanca di un’agonia lunghissima e terribile. La petroliera Sanchi che attraversava dallo scorso dicembre il Mar della Cina si è scontrata con una nave da carico lo scorso 6 gennaio e da allora era divenuta un pericolo. Dallo squarcio prodotto dall’impatto (che ha causato un incendio e la morte di tutto l’equipaggio), il carico di petrolio greggio si riversava in mare a ritmi costanti ma comunque contenuti.

Disperse in mare 136.000 tonnellate di petrolio

Mentre si procedeva alle operazioni di soccorso per salvare almeno l’equipaggio dell’altra nave mercantile in pochi si sono fermati a pensare al problema ecologico che intanto si poneva. Giustamente la vita umana ha la precedenza su tutto, ma forse si credeva di poter avere tempo per agire anche sullo sversamento di petrolio. In fondo l’incendio a bordo era stato domato e, nonostante i fumi tossici, si credeva di aver scongiurato un pericolo peggiore. Invece non è stato così. Forse un focolaio non visto, forse una scintilla, non si sa cosa abbia causato l’enorme esplosione che l’altro ieri ha portato all’affondamento dell’intero corpo della petroliera. E 136.000 tonnellate di petrolio condensato sono diventati fumo nero che sta riempiendo l’aria e chiazza d’olio che sta invadendo i mari. Si trattava, in effetti, di un carburante leggero che sarebbe divenuto combustione per aerei e dunque era anche più facilmente incendiabile. Nonostante una buona parte fosse uscita dopo il primo impatto, si sospetta che tanto carico fosse rimasto ancora nei serbatoi e anche per questo è avvenuta l’esplosione. Le conseguenze di questo disastro inverosimile, così come le conseguenze dell’affondamento di una nave così grossa, potremmo vederle solo nei prossimi decenni e purtroppo tutte a nostro discapito. Non pagheranno soltanto gli abitanti delle coste del Mar Cinese, ma tutti, a lungo termine, dovremo fare i conti con le conseguenze devastanti che questo inquinamento avrà su flora e fauna marina.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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