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Come salvare campi ed elefanti senza spargere sangue

Che gli elefanti siano sempre in costante pericolo è ormai una triste realtà riconosciuta da tutti … Che ogni scusa sia buona per “vendere la loro pelle” ai bracconieri è anche questa una realtà brutta che interessa principalmente l’Africa ma anche diverse zone dell’Asia. E ogni colpo di fucile sparato contro questi pachidermi è un passo rapido verso la loro estinzione, un dramma per tutto il pianeta.

Gli elefanti minacciano i raccolti

Non sarà una sola idea a salvare questa specie animale, ma intanto cominciamo da qui. Dallo studio condotto sugli elefanti asiatici e sul costante problema della loro invasione delle proprietà private agricole. I bestioni, infatti, calpestano e distruggono tutto quel che trovano e gli agricoltori di India, Nepal e Thailandia, per non perdere il raccolto, preferiscono far uccidere l’elefante o gli elefanti. Lo stesso problema si riscontra in alcune zone dell’Africa, in particolare quelle a ridosso dei parchi nazionali. Come risolvere la cosa senza cacciatori e bracconieri? 

Ma basta un alveare per spaventarli

Semplice… bastano poche api! Davvero! Gli elefanti, si sa, hanno il terrore degli esseri piccoli perché non amano trovarseli addosso o tra le zampe. E se i topi li fanno spaventare, le api li fanno proprio scappare. L’idea è stata quella di posizionare diverse arnie di api lungo i confini dei parchi nazionali, oppure, in certi casi, lungo i confini dei campi coltivati. Basta che ne sentano il ronzio e gli elefanti scappano oppure si tengono a debita distanza, cambiando strada e risparmiando le coltivazioni! Si era tentata una cosa simile registrando il ronzio delle api, ma l’elefante dopo aver capito il trucco è tornato a varcare i confini. Le api vere, invece, pungono … fanno male … e l’animale capisce la differenza e si trattiene fuori dai limiti. Il metodo sta funzionando già in 5 Paesi dell’Asia e si pensa di esportarlo anche altrove, salvando capra e cavoli… o meglio sia elefanti che api …dalla temuta estinzione.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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