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Ecco perché si piega il fondale marino di Aci Trezza

Per tanti di noi Aci Trezza è solo “il villaggio di pescatori dei Malavoglia verghiani”, per i catanesi è una frazione del comune di Aci Castello, posto di mare, di enorme bellezza, caratterizzato dai “faraglioni”, ovvero da formazioni rocciose che emergono dal mare spinti -milioni di anni fa- dalla forza di una eruzione sottomarina. Poco distante dai faraglioni, ecco sorgere l’Isola Lachea, anche questa una massa di terra argillosa sollevata dalla forza della lava che sgorgava da una eruzione sottomarina. E si nota ancora, il segno di questo sollevamento, infatti l’isola è formata da argilla in alto e da lava scura in basso.

La scoperta di una “piega” nel fondale

Di recente, uno studio del Dipartimento di Scienze Biogeologiche dell’Università di Catania, condotto dai professori Barreca e Monaco, ha esplorato il fondale marino proprio a ridosso di questa isola (che è riserva marina protetta ormai da molti anni) e ha evidenziato un rigonfiamento del terreno, come se si stesse formando una enorme ruga, una “piega” che spinge l’isoletta in alto di 3 mm l’anno. La stranezza è che questa “piega” cresce senza provocare terremoti, dunque non si tratta di una faglia. “Si tratta però di una sorta di frattura di collegamento tra faglie” specificano i ricercatori “il che significa che questa piega non causa terremoti ma si collega a faglie che, invece, terremoti ne hanno causati in passato!” . E la mente corre al terribile sisma del 1693 che devastò l’intera Sicilia orientale, da Messina a Ragusa.

Un sistema di faglie in movimento

Un terremoto come quello potrebbe ripetersi. Forse non farebbe le migliaia di morti che fece all’epoca, dato che oggi si costruisce in modo diverso e la macchina dei soccorsi è più rapida ed efficace, ma a seconda della profondità e della potenza con cui avverrebbe potrebbe radere al suolo parti di città anche importanti (Catania dista meno di 10 km da Aci Trezza). Tutta la costa, tra Aci Trezza e Riposto, è formata da “timpe”, ovvero da spicchi di faglie tettoniche emersi in superficie. Per noi che le ammiriamo dal mare sono solo bellissimi promontori di roccia ma per un geologo sono il segno visibile che la Sicilia orientale si muove e si muove con forza. Insomma, la “piega” che si sta formando al largo di Aci Trezza è la prova viva e tangibile di molte “ipotesi” che finora sono state fatte solo sulla carta. Si tratta di capire se si stia gonfiando in previsione di un movimento di faglia o se si tratta di un fenomeno vulcanico, magari sottomarino. Che sarebbe comunque pericoloso, ma più ampiamente prevedibile di un terremoto. (foto di Grazia Musumeci —Aci Trezza 2017)

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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