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Come si elimina la processionaria dai pini

Quando li vediamo …lungo la strada o nei nostri cortili… entriamo in ansia. I vermi pelosi della Processionaria, così chiamati proprio per il loro modo di muoversi in fila indiana, sono un grosso pericolo sia per le piante che attaccano (quasi sempre pini o abeti) sia per chi soffre di allergie. I loro peli, infatti, se inalati a causa del vento possono dare problemi respiratori a questi soggetti. Nei cani e nei gatti possono anche causare infezioni gravi.

Come intervenire: il metodo “meccanico”

Di norma, per togliersi il pensiero, si abbatte direttamente il povero albero, sacrificando tanto verde prezioso per evitare di pagare una ditta che alla fine interviene una o due volte l’anno. Perché la Processionaria si può sconfiggere senza uccidere le piante, esistono persone specializzate in questo tipo di mestiere che prevede diversi metodi diretti. Si interviene di solito in inverno, prima che nascano le larve e lo si fa in modo meccanico, microbiologico o con le trappole. L’intervento meccanico (foto) prevede l’arrampicarsi ramo per ramo, tagliar via i nidi e posizionando sul legno della pianta alcune sostanze vischiose che intrappoleranno i vermi se mai tenteranno di tornare.

Il metodo “microbiologico”

Il metodo microbiologico, quello più usato, consiste nello spruzzare un insetticida naturale, ovvero composto da un batterio che paralizza il verme uccidendolo prima che si riproduca. Il batterio (Bacillus thuringiensis kurstaki —Btk) non ha effetti nocivi sulla pianta né sull’uomo e non inquina. Un metodo simile prevede l’immissione della sostanza vermicida nella linfa stessa della pianta in modo che rami e foglie risultino tossici per la Processionaria che si terrà ben lontana.

Il metodo “trappole di feromoni”

Il metodo tramite trappole, prevede invece l’uso di feromoni, cioè le sostanze che usano le femmine per richiamare i maschi all’accoppiamento. Una crudele “trappola d’amore” che viene sistemata lontano dai pini e abeti, in modo che i maschi vadano a cercare le femmine altrove, dove in realtà non sono, lasciando morire “sterili” quelle che invece potrebbero creare le larve. Insomma, i vermi sono sull’albero ma non procreano e quindi non fanno nascere le dannose larve che infesteranno la pianta e i quartieri. Il tutto, ancora una volta, senza danneggiare la natura né la salute umana. (foto di Grazia Musumeci   (c) 2018)

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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